Incontro Regione-Sindacati su Aeroporti di Puglia. Per la Uil: “nulla di fatto”

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“Prendiamo atto del nulla più assoluto”.

E’ la dichiarazione, lapidaria, del Segretario generale della UIL di Puglia, Aldo Pugliese, a margine della riunione tra l’Assessore ai Trasporti regionale, i massimi dirigenti di AdP e i sindacati tenutasi stamani in Regione Puglia sul futuro di Aeroporti di Puglia.

“Avevamo richiesto con forza l’incontro odierno – fa sapere Pugliese – per vederci chiaro su quale idea avesse, concretamente, la Regione Puglia sulla privatizzazione di AdP, vicenda che ritorna alla ribalta puntualmente da quattro anni, già dall’amministrazione Vendola. Apprendiamo che nessun piano è in atto. Certo, da un punto di vista si tratta di una notizia positiva, almeno per le garanzie che riguardano i lavoratori di AdP, ma per altri versi è innegabile il fallimento di una programmazione aziendale evidentemente poco lungimirante, che naviga a vista, distruggendo ogni potenzialità degli aeroporti pugliesi, con la chiara collaborazione di una dirigenza, quella di AdP, non all’altezza della situazione”.

“Inoltre – prosegue Pugliese – ci hanno raccontato, come accade ormai da 20 anni, la storiella del servizio cargo per l’aeroporto di Taranto-Grottaglie, storiella alla quale non crede più nessuno e che la stessa storia recente ha provveduto a smentire seccamente. Se davvero il futuro di Taranto-Grottaglie è il cargo, perché le aziende che si sono approcciate in questo senso, per svolgere nello scalo ionico quella tipologia di servizio, sono state rispedite al mittente? E poi c’è la questione Foggia, dove i lavori per l’allungamento della pista stanno diventando una faccenda stucchevole, con un continuo rimpallo di responsabilità tra Regione, Governo e Unione Europea. Un gioco dell’oca, in cui dopo milioni di annunci poi si torna sempre al punto di partenza, un gioco in cui gli unici a perdere sono i cittadini foggiani e gli operatori economici e turistici della provincia”.

“E’ lampante – attacca ancora Pugliese – la volontà di AdP e della Regione Puglia di puntare solo ed esclusivamente su due scali aeroportuali, seguendo testardamente logiche meramente campanilistiche, che umiliano altri territori che invece avrebbero bisogno come il pane di una spinta verso la crescita e lo sviluppo. E gli aeroporti di Taranto-Grotatglie e Foggia, in tal senso, sarebbero un volano eccezionale per il tessuto socio-economico delle rispettive province, attraendo turisti e utenti in generale anche da e per territori limitrofi come la Calabria centro-settentrionale, la Basilicata, la Campania orientale e il Molise. Un’amministrazione regionale che dichiara a giorni alterni di puntare sul turismo non può ignorare il danno che, mantenendo chiusi gli aeroporti di Taranto e Foggia sta facendo alle strutture ricettive dell’arco ionico-salentino e del Gargano, quest’ultimo meta ambitissima anche del turismo religioso”.

“Ribadiamo – conclude – la nostra proposta, che è quella di mettere finalmente a sistema i quattro aeroporti disponibili, sulla scorta di quanto avviene nei grandi hub settentrionali, riaprendo tutti gli scali ai voli passeggeri. Siamo certi che le compagnie disposte a investire non mancherebbero. Ma è il momento di smetterla con le bugie e con le vane promesse, la Puglia non può attendere oltre”.

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Redazione
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1 commento

  1. SE NON RIAPRONO AL TRAFFICO PASSEGGERI FOGGIA E TARANTO, AI LAVORATORI AdP DI QUESTI AEROPORTI, E’ STATO RUBATO IL PRESENTE ED ANCHE IL FUTURO.
    I QUATTRO AEROPORTI (CHE SOTTOLINEO NON SONO UNA PROPRIETA’ DI AdP) ERANO STATI AFFIDATI IN GESTIONE IN FORZA DI UNA CONCESSIONE (SEMPRE E COMUNQUE REVOCABILE) PER SVILUPPARLI CON PARI OPPORTUNITA’, NON CERTO PER TENERNE DUE IN PIENA SALUTE E GLI ALTRI DUE IN VITA “CON L’OSSIGENO” .

    A FOGGIA E A TARANTO GLI AEREI PASSEGGERI POSSONO VOLARE ANCHE SUBITO (A FOGGIA LO HANNO FATTO FINO AL 2011) ED AdP HA L’OBBLIGO DI PRATICARE ALLE COMPAGNIE AEREE LE STESSE CONDIZIONI ED OPPORTUNITA’.

    SE QUESTO NON FA MOLTO SEMPLICEMENTE DISATTENDE LA CONVENZIONE CHE PUO’ SOLO ESSERE REVOCATA, NON CERTO MODIFICATA AD USO E CONSUMO DI AdP.

    IN REALTA’ PRESUMO CHE L’AEROPORTO DI BARI, E QUELLO DI BRINDISI, SIANO STATI SOVRADIMENSIONATI SULLA BASE DELLA STIMA DI UN BACINO D’UTENZA CHE, A NORMA UE, NON GLI APPARTIENE.

    PERALTRO SOTTOLINEO CHE, SE LA “FINANZA” ENTRA NELLA GESTIONE DI AdP, EMERGONO DI CONSEGUENZA VALUTAZIONI SUI COMPORTAMENTI “ASIMMETRICI” DI AdP DI NATURA GIURIDICA BEN DIVERSA.

    DOMANDIAMOCI INFATTI:
    1) QUALE SAREBBE OGGI IL VALORE SUL LIBERO MERCATO DI AdP CON FOGGIA E TARANTO APERTI AL TRAFFICO PASSEGGERI: MAGGIORE ?? MINORE?? UGUALE??
    2) SE LE NORME UE SONO CHIARE (GLI AEROPORTI SONO SOGGETTI ALLA CONCORRENZA ED AL LIBERO MERCATO), FINO A CHE PUNTO AdP LE HA RISPETTATE DAL MOMENTO CHE, CON LA DISCRIMINAZIONE DI FOGGIA E DI TARANTO, UNA BUONA PARTE DEI POTENZIALI UTENTI (PER DEFINIZIONE UE QUELLI CHE POSSONO RAGGIUNGERE L’AEROPORTO IN MENO DI 1 ORA PERCORRENDO MENO DI 100 KM) NEI FATTI E’ COSTRETTA AD UTILIZZARE BARI E BRINDISI
    3) PER QUALE MOTIVO FOGGIA, CHE NEL 2011 AVEVA VOLI DI LINEA OGGI, CHE IL TRAFFICO AEREO REGISTRA INCREMENTI RECORD, INCREDIBILMENTE RIMANE SENZA VOLI,

    DAL MIO PUNTO DI VISTA SIAMO IN PRESENZA DI COMPORTAMENTI CHE, CERTAMENTE, NON SONO QUELLI PROPRI DI QUEL LIBERO MERCATO CHE, EUROPA ED ITALIA, IMPONGONO DI RISPETTARE.

    giuseppe petracca, ingegnere

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