La Costituzione è salva, le promesse meno

0

Quando le promesse si inflazionano perdono effetto e le minacce, hanno un appeal boomerang, tornano indietro distruggendo l’arroganza che le aveva create. Buffo chi se la prende per la personalizzazione, non si poteva non punire un Presidente del Consiglio che per 6 mesi monopolizza la scena con una Riforma che lascia a digiuno milioni di italiani indigenti.

Non era certo il momento più propizio, e le armi di distrazione di massa hanno perso d’efficacia. Quando c’è crisi occupazionale, di sicurezza, migratoria, sociale, poco entusiasma la Costituzione.

Renzi è stato schiacciato dalla sua ingordigia boriosa dell’uno contro tutti. Una Carta su misura del Governo, un Governo su misura dell’enfant prodige di Firenze, che però ha abusato della sua nomina. Il terzo arrivato a Palazzo Chigi senza passare dalle urne, con una maggioranza dichiarata incostituzionale e con un florilegio di promesse non mantenute.

E quando il puzzava di bruciato, hanno cominciato a minacciare. Le Banche sarebbero fallite, gli 80 euro da restituire, le cure oncologiche peggiori, il Bonus Cultura non rinnovato, ecc. Un quesito, formulato con la dovizia pubblicitaria per cui mancava soltanto: “Vuoi risparmiare il canone in bolletta?” E per contorno la lettera a casa, prima agli esteri e poi in Patria.

Che buffo sarebbe stato avere una nuova Costituzione per mano di chi non vive in Italia, non paga le tasse in Italia e non vota in Italia. In linea con la filosofia degli shock esterni, gli stessi che volevano portare l’Europa nel Bel Paese, e non la forza azzurra in Europa.

Adesso è tutto finito, gli strali del Financial Times si sono sopiti, Jp Morgan s’è messa l’anima in pace e tutti torneranno alla propria vita. Anche stavolta l’invasione delle cavallette è scampata.

Commenta l'articolo

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.