La Fondazione Pascali si rinnova, tra acquisizioni e innovazioni tecnologiche

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Pino Pascali - Giraffe (Africa), 1964

Un omaggio a Pino Pascali, una festa per celebrare la vita e l’opera del grande artista pugliese; venerdì 5 dicembre, presso la Fondazione Museo Pino Pascali, in una vera e propria serata-evento saranno presentate al pubblico ben otto opere che sono il frutto delle ultime donazioni fatte al museo di Polignano a Mare.

Si tratta, nello specifico, di tre disegni e cinque Kodalite – cianografie su pellicola fotosensibile –  usate da Pascali nel 1964 per la preparazione dello spot Africa, un lavoro commissionato dalla Lodolo Film per la campagna Abbonamenti RAI del 1965, già fruibile, peraltro, presso la Fondazione. Queste opere sono il dono di due importanti collezionisti, Ferdinando Pedone, architetto e imprenditore pugliese, e Roberto Peccolo, gallerista livornese.

Entrambi i donatori hanno motivato il loro gesto dichiarando come il museo sia “il luogo ideale dove dovrebbero essere custodite e studiate le opere di Pino Pascali” (Peccolo) e come rappresenti la “casa naturale” di questi lavori, il posto “dove in tanti potranno apprezzarli” (Pedone). Una decisione, questa, che non può non far piacere, e che si spera possa diventare un modello di comportamento anche per altri collezionisti o fondi privati che vogliano seguire un esempio “che dimostra un rapporto sano e virtuoso, che affonda le sue radici in una tradizione filantropica di stampo anglosassone”, come afferma la stessa direttrice della Fondazione, Rosalba Branà.

In contemporanea con questo importante evento, e con la mostra collettiva Object Perdu a cura di Roberto Lacarbonara, si terrà l’inaugurazione dell’allestimento multimediale Pascali virtuale, realizzato sotto la direzione scientifica di Antonio Frugis e con la curatela di Michele Roppo, un’opera ispirata ai 32 mq. di mare circa che prevede il coinvolgimento del pubblico, invitato a interagire con un nuovo “pavimento interattivo”, trasposizione tecnologica del genio di Pino Pascali che si rinnova, una volta di più, attraverso vie e modi differenti.

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Nicola Zito
Dottore di Ricerca, collabora presso la Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università degli Studi di Bari.

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