La Puglia preistorica

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La Puglia è terra antica ed “extracomunitaria”…sin dalle sue origini.
C’era già quando l’Italia sorgeva, con gli Appennini, perchè è nata da una scheggia staccata del continente Africano.
Questa si incastrò, poi, con il Gargano e, ad essa, si aggiunse un pezzo di Balcani. Infine, quando si aprì l’Adriatico, nacquero le isole Tremiti.
Siamo insomma, da sempre, una terra di accoglienza e, come detto, molto antica.
Forse non tutti sanno che il più grande parco europeo di impronte di dinosauri (migliaia!) è ad Altamura, dove, nascosto in una grotta e incastrato fra stalattiti e stalagmiti, è stato ritrovato, intatto, il corpo di un uomo di Neanderthal di 50-65 mila anni fa.
Ad Ostuni, invece, è stata scoperta la più antica madre della storia: si tratta dello scheletro di una ragazza “neolitica” di 20 mila anni fa, con in grembo il figlio mai nato. L’hanno chiamata “Delia” e doveva essere un tipo interessante: un metro e 74 di altezza, gambe lunghissime, denti e sorriso perfetti. Probabilmente, morì di parto.
Il numeroso materiale rinvenuto in questi luoghi, racconta storie di pietra e dimostra come la preistoria dalle nostre parti sia stata importante: sembra proprio che l’uomo preistorico avesse trovato, qui da noi, l’ambiente favorevole per insediarsi e progredire nel dominio del mondo circostante.
Studi e ricerche effettuati negli ultimi anni, hanno rivelato come il Gargano ed il Salento fossero le zone più “ricercate”, già dal Paleolitico medio (circa 80 000 anni fa): nelle tante grotte naturali dovute alla natura calcarea del territorio, sono stati rinvenuti utensili di selce, manufatti su scheggia, oggetti e utensili in pietra, indispendabili per la caccia e la preparazione del cibo.
Un’importante scoperta archeologica riguarda alcune statue ossee rinvenute nella Grotta delle Veneri, presso Parabita, le quali dimostrano l’esistenza, già 20.000 anni fa, di culti riguardanti la fertilità.
I ritrovamenti della Grotta delle Mura a Monopoli dimostrano, invece, la presenza di abitanti già nel nel Paleolitico Medio e Superiore: probabilmente si trattava di ominidi appartenenti alla specie uomo di Neanderthal, mentre quella dell’homo Sapiens Sapiens si sarebbe diffusa solo nel Paleolitico superiore (circa 35.000 anni fa).
In località Passo di Corvo, alle porte di Foggia, troviamo il sito archeologico del Neolitico più grande, e tra i più datati d’ Europa (dal VI al IV millennio a.C.). E’ in questa area, dal Medioriente, che giunse in Italia la pratica dell’agricoltura, favorita dalla fertilità del tavoliere di Puglia.
Numerosi sono anche, nella nostra regione, i graffiti: su tutti quelli della Grotta Romanelli, presso Castro, e della Grotta dei Cervi, presso Porto Badisco.
Sempre nel Salento, si trova un altro sito archeologico importante: la grotta della Poesia piccola, presso San Foca, riscoperta dagli archeologi nel 1983: essa si sviluppa circolarmente su una superficie di 600 m2. e reca numerosissime iscrizioni votive, talvolta sovrapposte, di epoche e civiltà differenti, che risalgono al VIII-II secolo a.C.
Altre importanti testimonianze del nostro passato preistorico sono rappresentate da alcune costruzioni megalitiche come i dolmen e i menhir. Se i primi avevano una funzione sacra, legata alla sepoltura dei defunti (il più noto è quello detto della Chianca, tra Bisceglie e Ruvo), i menhir nacquero come “fari” da utilizzare durante le battute di caccia e si trasformarono, in seguito, in veri e propri sistemi di comunicazione. Ve ne sono molti nella provincia di Lecce e, nei secoli successivi, furono adibiti al culto del Cristianesimo.

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Antonio Verardi
Storico dell’Arte. Ha collaborato con il Museo Pecci di Prato. Ha svolto attività di ricerca per la Facoltà di Lettere e Architettura. E’ docente di letteratura italiana, storia e storia dell’arte. Perito ed esperto per la Camera di Commercio di Bari è iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti dal maggio 2011.

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