La Regione impugna davanti alla Corte Costituzionale il Decreto Sblocca Italia

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In ballo ci sono, secondo la Regione Puglia, le competenze assegnate alle regioni direttamente dalla Carta Costituzionale. Competenze che, secondo i ricorrenti, il Governo ha sottratto indebitamente con il decreto Sblocca Italia. In pratica si parla delle prerogative per l’assegnazione di permessi di trivellazione nei nostri mari. Ma non solo.

“Continuiamo a mettere in campo tutte le iniziative politiche e tecnico-giuridiche necessarie per assicurare che i territori abbiano voce quando si decide del destino delle loro risorse naturalistiche e bellezze paesaggistiche”. Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, ha commentato la decisione, adottata nella seduta della Giunta Regionale di ieri, di impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale il decreto “Sblocca-Italia”.

“L’impugnazione – ha proseguito Vendola – è stata decisa ritenendo che si possano assicurare tempi certi e rapidi alle decisioni strategiche, senza estromettere i territori e senza contraddire i principi di partecipazione e leale cooperazione che costituiscono i cardini di un sistema decisionale democratico. Ciò peraltro in relazione a materie delicatissime che non includono solo le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e di stoccaggio di gas naturale, ma anche le infrastrutture ferroviarie (inclusa la tratta Napoli-Bari) e aeronautiche, il governo del territorio, le infrastrutture energetiche e i gasdotti, anche per quanto concerne i profili di valutazione dell’impatto ambientale”.

“Antieconomico, neocentralista, insignificante nel contributo alla bolletta energetica: l’art. 38 dello Sblocca Italia è un’arma puntata contro l’autonomia delle Regioni e la vocazione della Puglia ad uno sviluppo ecocompatibile”: il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, commenta con soddisfazione l’approvazione in Giunta del ricorso alla Consulta contro le norme del decreto del Governo Renzi.

“Quando in ogni parte d’Italia – sottolinea Introna – si parla della difesa di acque e spiagge dalle trivelle si pensa alla Puglia: “siamo all’avanguardia in questa battaglia di civiltà, lo hanno sostenuto i Consigli regionali presenti all’incontro internazionale del 12 dicembre a Termoli”, ricorda il presidente Introna. Tutti hanno riconosciuto la grande unità dell’intero sistema istituzionale e sociale pugliese a tutela della sostenibilità. Siamo certi che la Corte Costituzionale confermerà la validità del nostro impegno a valorizzare un territorio unico, bagnato da due mari che vorremmo al riparo da ogni rischio per l’economia tradizionale, la balneazione, la pesca, la navigazione, il turismo che cresce più che in ogni parte d’Italia e che attrae turisti da ogni parte del mondo. Terra e mare sono il nostro petrolio. Per il resto, oro nero, NO, grazie”.

Soddisfazione è stata espressa da numerosi esponenti politici in maniera trasversale.

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Redazione
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