La Sanità pugliese sotto schiaffo, ma guai a parlare di ceffoni

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Il manifesto è goliardico, forse fuori luogo, ma chiaramente ironico. Rappresenta il faccione di Michele Emiliano colpito da una mano a mo di ceffone sulla Sanità. Il nome non è da meno: “La giornata dello schiaffo” è quella che i consiglieri regionali di Direzione Italia hanno dato alla manifestazione programmata per la giornata di domani sui problemi della sanità in Puglia nell’ambito della più ampia manifestazione degli operatori sanitari della Puglia prevista a Bari.

E ieri parlamentari, consiglieri regionali e dirigenti di Direzione Italia hanno illustrato l’iniziativa “La Giornata dello Schiaffo” in programma per venerdì prossimo, 10 novembre.

“Una Sanità che in Puglia funziona solo se hai l’amico che ti raccomanda – hanno spiegato a Bari – per cui salti le lunghe file di attesa per un esame diagnostico, anche se non ti rivolgi alla struttura pubblica ma decidi di curarti privatamente. E se non ha l’amico o peggio sei povero? Ti rassegni a non curarti”.

Questa è, per Direzione Italia, la fotografia della Sanità in Puglia: già alla deriva con il governo Vendola, ma ora completamente allo sfascio da quando l’assessore alla Sanità è il presidente della Regione, Michele Emiliano.

Per questo motivo Direzione Italia ha indetto “La Giornata dello Schiaffo”, nell’ambito della mobilitazione organizzata da sindacati e associazioni dei medici per venerdì prossimo, 10 novembre davanti la sede del Consiglio regionale della Puglia, in via Capruzzi a Bari, dalle 13.30 alle 17.30.

“Il nostro sarà uno schiaffo metaforico e responsabilizzante – hanno spiegato i dirigenti regionali di DIt- per svegliare il presidente Emiliano nel suo ruolo di assessore alla sanità. Il percorso, sbagliato, intrapreso nella sanità pugliese è ormai ad un punto di non ritorno e si deve correre ai ripari riorganizzando il sistema sanitario regionale. Lo chiedono i cittadini, lo chiedono i medici e noi siamo al loro fianco e lo saremo anche venerdì 10 novembre, quando dalle 13 alle 17 in via Capruzzi, ci sarà la manifestazione”.

Ma guai a parlare di schiaffi, sia solo in senso metaforico e satirico. Al Pd regionale la cosa non va affatto giù. Ed a parlare è il capogruppo Paolo Campo.

“La politica passa per la dialettica anche tra parti contrapposte, soprattutto quando si occupa dei problemi della gente come la sanità. La satira fine a se stessa, che rischia di degenerare in odio e violenza, non è di alcun aiuto per nessuno. Soprattutto non lo è per i cittadini”.

E partono anche interrogazioni parlamentari al ministro dell’Interno. “Con un’interrogazione a prima firma Dario Ginefra un gruppo di parlamentari dem (Grassi, Boccia, Bordo, Capone, Castricone, Chaouki, Losacco, Mariano, Marroni, Massa, Mongiello, Pelillo, Taranto, Valiante, Ventricelli e Vico) ha scritto al ministro Minniti all’indomani dell’annuncio del movimento politico Direzione Italia di voler dar vita venerdì 10 novembre alla Giornata dello schiaffo ovvero, come si evince dal manifesto che imperversa su social, “uno schiaffo ad Emiliano per reagire contro una sanità fallimentare”.

“Ringrazio, a nome dell’intero gruppo, i parlamentari del partito per l’appello al ministro Minniti per evitare che la giornata si trasformi in una manifestazione violenta”, prosegue Campo. “Al nostro presidente esprimo non solo la nostra solidarietà, ma assicuro il pieno appoggio nel contrastare simili condotte indegne di una società civile, in cui a nessuno è stato mai negato il diritto di critica e protesta”.

Ma Direzione Italia replica a stretto giro di comunicato stampa. A parlare sono Ignazio Zullo e Francesco Ventola. “In Puglia abbiamo una delle Sanità peggiori d’Italia. Lo denunciamo da anni ma obiettivamente è servito a poco: il presidente e assessore regionale alla Sanità è rimasto “sordo”, chiaramente non di fatto ma metaforicamente, e noi metaforicamente e non di fatto volevano “svegliarlo”! Come abbiamo più volte ribadito in comunicati e conferenze stampa: la Giornata dello Schiaffo è indetta nell’ambito di una manifestazione più ampia, organizzata dai medici di base contro la gestione del settore”.

“Chi ci conosce – dice – sa che attribuirci la patente di “istigatori alla violenza” ci fa sorridere, ci delude, invece, constatare che il Pd, partito di maggioranza che governa la Regione e l’Italia non si preoccupi di smontare le motivazioni della protesta, ma si impegni nella critica “artistica” del nostro manifesto con il solo intento di voler spostare l’attenzione dai problemi veri a una polemica che obiettivamente troviamo solo pretestuosa, forse, perché è il caso di dire che sulla Sanità li abbiamo “colpiti” (sempre metaforicamente) sul vivo!”.

Ma si parla anche di violenza (ancora una volta metaforica) parlando dei comportamenti a cui vengono costretti i pugliesi da una sanità sorda e cieca.

“La verità è che la vera violenza é quella che sta colpendo una collettività che paga superticket, aumenti di Irpef e non riesce a curarsi in tempo per lista di attesa, non riesce ad ottenere una mammografia nei tempi giusti, non ha assistenza domiciliare, vede chiudere ospedali e pronto soccorso e non vede alternativa sul territorio etc etc. Senza tener conto che violenza sulla collettività è anche il comportamento di chi eletto per fare il presidente dedica gran parte della sua giornata per il proprio carrierismo politico.
Anzi fra uno schiaffo metaforico e il menefreghismo di Emiliano non sappiamo cosa sia più violenza!”

Insomma, Puglia sotto schiaffo, ma guai a dirlo. Come potersi esprimere, allora? Diciamo che i pugliesi sono costretti a subìre una situazione complessiva e generale non certo rosea senza poterci fare nulla, o quasi?

Così va meglio, forse?

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