L’arte contemporanea a Palagiano vive nei luoghi del quotidiano

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Un momento di Open Doors to Art

Un cammino nelle vie del paese tra suoni, immagini, natura e artificio, pensieri ed emozioni, tradizioni e modernità; Open doors to art apre i battenti a Palagiano con un percorso attraverso installazioni site-specific, inserite nel tessuto urbano del centro storico.

Il progetto, vincitore del bando Principi Attivi della Regione Puglia, intende trasformare Palagiano in un “museo d’arte contemporanea a cielo aperto” con un esperimento di dialogo tra arte e società. Le opere, realizzate da Maria Grazia Carriero, Paolo Carta e Angela Colonna, sono il risultato del periodo di residenza che i tre artisti, vincitori di un bando di concorso promosso dall’associazione culturale StartArt, hanno trascorso nel paese tarantino, vivendo quasi un mese “a stretto contatto con la storia, le tradizioni e i sogni” degli abitanti del posto.

I tre interventi, frutto di questa intensa esperienza di vita, oltre che artistica, sono dislocati in altrettanti siti del centro che ben si prestano ad accoglierli. Al Palazzo Baronale Angela Colonna ha realizzato I fatt, opera corale creata in collaborazione con i cittadini di Palagiano; l’assemblaggio di cassette di legno – quelle utilizzate dai fruttivendoli – diventa una sorta di “biblioteca-archivio” delle emozioni, dei ricordi e delle nostalgie della gente, il cui racconto personale fa da corollario sonoro all’installazione, completata da oggetti in disuso, vecchie foto e reperti, che l’artista inserisce con l’intento di “ricucire insieme rinnovandoli, passato presente e futuro”.

Spostandosi in piazza Vittorio Veneto, si può osservare la creazione di Paolo Carta, Giardino della Stornara (Palagiano arboreal habitat); la struttura – una serie di fioriere mobili in legno – è una rappresentazione simbolica della Riserva Statale della Stornara, ideata per indirizzare l’opinione pubblica verso una maggiore conoscenza e tutela di questo prezioso patrimonio naturalistico. Le fioriere, intagliate riproducendo la morfologia della Stornara, accolgono piante autoctone tipiche della zona costiera mediterranea, dal Mirto al Rosmarino, alla Romulea e all’Ofride di Taranto, che sono state impiantate da Carta con l’aiuto di alcuni abitanti durante l’inaugurazione.

La terza tappa del percorso coincide, invece, con il video di Maria Grazia Carriero, proiettato in piazza Don Donato Rota e intitolato Darkness. Il racconto, strutturato attraverso un collage di interviste, è legato alla figura immaginaria di “JÚRJƏ” (nota anche come “munaciedd”), spirito notturno che è solito far visita in sogno per arrecare disturbo, influendo negativamente sulla vita delle persone e lasciandosi dietro i segni del suo passaggio, in particolare lividi e capelli (ma anche crine e code di cavallo) annodati in trecce. In una serrata sequenza di testimonianze dirette, intervallate da particolari e immagini di gestualità frenetiche di mani che intrecciano bozze di nodi, Maria Grazia Carriero analizza e rielabora la superstizione in una sorta di “esorcizzazione” della stessa.

L’evento, curato da Manuela Goffredo, Maria Rosaria Goffredo e Lorenzo Madaro, e organizzato in partnership con il DOCVA di Milano, l’associazione Eclettica_cultura dell’arte di Barletta, la Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a Mare, il Museo dell’Accademia Carrara-GAMeC di Bergamo, il MUST di Lecce, è stato patrocinato dalle Accademie di Belle Arti di Lecce, Bari e Foggia. Realizzato con la collaborazione del Comune di Palagiano, del Laboratorio Urbano Culturale “The factory”, dell’ Istituto Statale di I.S.S. “G.M. Sforza” e dell’Associazione Slow Food Mare e Gravine, Open doors to art si concluderà il 9 novembre prossimo, giorno in cui verrà presentato il catalogo della mostra.

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Nicola Zito
Dottore di Ricerca, collabora presso la Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università degli Studi di Bari.

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