Latte e formaggi, da oggi il Made in Italy è più tutelato

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Scatta da oggi l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del latte e dei prodotti lattiero-caseari. Tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia – spiega Coldiretti – sono stranieri, cosi come la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero, senza che questo sia stato fino da ora riportato in etichetta.

Da oggi questa situazione sarà vietata per legge e tutto sarà chiaro e tracciabile per il consumatore.

Sarà più semplice, solamente leggendo l’etichetta, capire se il prodotto da acquistare ha origine in Italia, Paesi Ue e Paesi non Ue. L’etichettatura riguarderà il latte vaccino ,ovicaprino, bufalino e di altra origine animale, così come quello UHT a lunga conservazione. Per i formaggi Dop e Igp e per il latte fresco continuano ad applicarsi le disposizioni previste dalla normativa vigente anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto ministeriale, dal momento che sono già tracciati.

“La situazione – sottolinea la Coldiretti – è più variegata per yogurt e formaggi anche perché il provvedimento prevede che sarà possibile, per un periodo non superiore a 180 giorni, smaltire le scorte con il sistema di etichettatura precedente anche per tenere conto della stagionatura”.

“L’obbligo d’origine in etichetta tutela i prodotti lattiero caseari Made in Italy: ed è un bene per produttori e consumatori”. Per il presidente di Confagricoltura Taranto, Luca Lazzàro,  l’entrata in vigore, a partire da domani, dell’obbligo di introdurre in etichetta l’indicazione dell’origine per i prodotti lattiero caseari in Italia è un fatto molto positivo: “Il provvedimento europeo, recepito dal Ministero delle Politiche Agricole, – sottolinea Lazzàro – è un’occasione importante per offrire ai consumatori italiani ulteriori elementi informativi e di trasparenza tali da poter fare acquisti sapendo, perfettamente, che cosa stanno comprando, evitando quindi brutte sorprese”.

“Il quadro complessivo delineato da questa normativa – dice Angelo De Filippis, presidente Sezione lattiero casearia di Confagricoltura Puglia – garantisce maggiori tutele per i prodotti nostrani. In particolare, solo per i prodotti con latte munto, condizionato e trasformato in Italia, si potrà scrivere in etichetta ‘Origine del latte: Italia’. Naturalmente, la mancanza di questa dicitura significherà che, almeno una fase del processo, non è stata fatta nel nostro Paese. Un passaggio sicuramente importante per le diverse centinaia di aziende zootecniche della Provincia di Taranto che forniscono latte fresco a piccole e grandi aziende di trasformazione”.

“L’obbligo di rendere in etichetta l’origine dei prodotti è una battaglia che portiamo avanti da anni – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – se da un lato siamo soddisfatti per l’accoglimento delle nostre proposte da parte del Governo, nonostante siano passati anni, dall’altro con una mozione a prima firma Gallinella (M5S) abbiamo già richiesto di estendere l’obbligo di indicazione d’origine anche per il grano duro impiegato per la pasta, per il riso, il pomodoro e per la carne fresca di coniglio. L’auspicio futuro – conclude il deputato 5 Stelle – è che questo modello di etichettatura venga seguito anche a livello europeo, perché garantirebbe trasparenza e competitività”.

“Questo nuovo obbligo non tutela solo gli allevatori, i produttori e i consumatori. Tutela soprattutto il nostro intero comparto “made in Puglia”, dopo anni di concorrenza sleale, dopo anni di contraffazioni e di vere e proprie truffe, da parte di chi ha venduto prodotti in tutto il mondo spacciandoli per pugliesi. Tra qualche ora i consumatori saranno messi nelle condizioni di sapere e di distinguere ciò che stanno per acquistare e portare a casa”.

Lo dichiara il consigliere regionale de La Puglia con Emiliano, Giuseppe Turco.

 

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