Turismo: prosegue il controllo sulle strutture ricettive non in regola a Lecce

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L’offerta turistica, quella legale e controllata, rappresenta uno dei punti di forza dell’economia pugliese, e del Salento in maniera particolare. Resta prioritario, dunque, proseguire nell’attività di verifica e controllo della regolarità formale e legale di B&B, case vacanza, agriturismo, anche se la stagione turistica si avvia alla più tranquilla routine dei mesi autunnali, l’attività di controllo sulla regolarità delle strutture ricettive e sul pagamento dell’imposta di soggiorno da parte della Polizia Locale di Lecce non conosce tregua.

Dal centro storico al litorale, il nucleo di Polizia Ammnistrativa monitora il territorio attraverso le verifiche incrociate tra i dati provenienti dal Settore Attività Economiche e Produttive dell’Amministrazione comunale e le ricerche effettuate su portali quali Airbnb.it e Booking.com.

Al termine degli accertamenti svolti nelle ultime settimane in quattro sono finiti tra le maglie dei controlli: due proprietari di appartamenti a due passi dalla Chiesa del Carmine, pubblicizzati rispettivamente come B&B e come casa vacanza, completamente abusivi, e due titolari di agriturismo, con annessa struttura ricettiva, non in regola con gli obblighi sull’imposta di soggiorno, uno in zona Torre Chianca, l’altro in località Borgo Piave.

Ottime le recensioni sui siti specializzati per le strutture ricettive nel cuore del centro storico, che, al momento del sopralluogo, ospitavano turisti russi e statunitensi, ma nessuna delle due è risultata strutturalmente in possesso dei requisiti previsti dalla legge regionale per svolgere l’attività ricettiva.

Entrambi i proprietari, una donna residente fuori città ed un professionista leccese, saranno raggiunti da una sanzione di 3.333,33 euro e dalla segnalazione al Settore Tributi e Fiscalità Locale per i provvedimenti conseguenti all’evasione dell’imposta di soggiorno.

Medesima segnalazione sarà inoltrata a carico dei titolari dei due agriturismo.

Nel primo caso sarà contestato il mancato versamento del dovuto per l’attività svolta nell’ultimo trimestre, nel secondo, invece, l’evasione totale del pagamento della “tassa turistica”, sin dall’anno di apertura, il 2012, sempre relativamente all’attività ricettiva annessa all’agriturismo di sei camere per un totale di 18 posti letto.

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