Lecce: la polemica sui parcometri

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Il rapporto tra esigenze di efficienza e di trasparenza e di privacy è sempre conflittuale. Soprattutto quando ogni pretesto è buono per attaccarsi alla polemica. A Lecce nelle ultime settimane si parla tanto dei parcometri, strumenti che permettono di pagare velocemente e direttamente con la carta di credito il costo del parcheggio del capoluogo salentino.

Come la si vuole girare, si è sempre dalla parte del torto. A Bari i parcometri funzionano soltanto con gli spiccioli e scatta la polemica perchè non si trovano distributori di monetine ed i negozi del centro si sono stancati a fare da cambiavaluta. A Lecce si mettono i parcometri con le carte di credito e la targa della macchina e si fa polemica per una scarsa tutela della privacy…

Intanto dopo la sospensione del mese scorso bisogna capire se davvero questi percometri ledono la privacy e, in alternativa, quale soluzione è o sarebbe idonea a risolvere il problema.

Sono stati introdotti quest’estate, a Lecce, i nuovi parcometri dotati di pulsantiera alfanumerica e di lettore di carta di credito che, per funzionare, necessitano dell’inserimento della targa dell’autovettura. Una novità che ha dato vita ad un vero e proprio dibattito improntato sulla difesa del diritto della privacy, culminato in agosto nell’indizione di una seduta straordinaria della Commissione Consiliare di Controllo e Garanzia del Comune di Lecce. Alla seduta hanno partecipato, tra gli altri, anche alcuni esponenti della SGM S.p.A., società operante nel campo della mobilità urbana, partecipata al 51% proprio dal Comune di Lecce.

“A livello nazionale, il Garante per la protezione dei dati personali parla chiaro: il trattamento deve avvenire riducendo al minimo l’utilizzo dei dati personali. La ricerca costante di un equilibrio tra le contrapposte esigenze, da un lato, di tutela della vita privata dei cittadini e, dall’altro, di libera circolazione dei dati personali è alla base del quadro normativo interno e comunitario in materia nonché la necessaria premessa da cui si sviluppa la nostra interrogazione – dichiara la senatrice Daniela Donno (M5S) – Chiediamo al Ministro Alfano di accertare l’effettiva diffusione, a livello nazionale, di parcometri il cui utilizzo è subordinato all’inserimento della targa dell’automobile. Chiediamo, inoltre, di sciogliere la ragionevole perplessità riguardante l’introduzione di tali apparecchiature e la connessa violazione della normativa comunitaria e nazionale in tema di trattamento dei dati personali”.

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Redazione
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