La Lega rilancia da Milano il Fronte Nazionale Italiano

0

Togliendo la totalità delle regioni del Nord, che ovviamente, fanno meno notizia, Calabria, Sicilia, Puglia, Molise, Basilicata, hanno dato forte testimonianza all’evento contro Mare Nostrum fortemente voluto da Matteo Salvini, segretario federale del Carroccio.

Un corteo cominciato alle 16.30 da Porta Venezia, che come un fiume in piena, è sfociato in ordine e senza particolari problemi alle 18.00 in piazza del Duomo per il comizio che ha visto moltissimi partecipanti sul palco, testimonianze e particolarità. Un nero sul palco verde (Toni Iwobi, responsabile nigeriano per l’immigrazione del movimento) non è opera di tutti i giorni. Od anche una politica marocchina come Souad Sbai, militante nel Popolo della Libertà, poi Futuro e Libertà ed oggi Fratelli d’Italia.

Ovviamente non sono mancati i big leghisti, come l’immancabile Bossi, presenza di rito a cui Salvini non vuole rinunciare: “Da lì tutto è cominciato, dobbiamo tutto a lui, è giusto che ci sia”, poi Zaia (governatore del Veneto), Maroni (governatore della Lombardia), Flavio Tosi (sindaco di Verona), Calderoli e molti altri.

Contro l’operazione folle da cui prende il nome l’iniziativa: “#StopMareNostrum”, che ha portato oltre 200mila sbarchi dall’inizio dell’anno, contro il cambio di facciata con cui si chiamerà Triton dal 1° Novembre, ma nei fatti continueremo ad assistere gli scafisti nell’operazione criminale di portare disperati nel nostro Paese.

E quindi, durissimi gli interventi contro il “ministro dell’invasione” Alfano e il premier Renzi, che dal popolo leghista viene sentito come una “minaccia per la democrazia”.

Sicuramente, senza lambire i meriti ed i demeriti politici, questa manifestazione è stata un successo oltre modo per un partito che fino a due anni fa stava per scomparire dalle cronache nazionali e locali. Fiaccato da scandali e terremoti giudiziari, l’attuale segretario ha preso per mano la causa e l’ha portata ai fasti di oggi. Gli ultimi sondaggi lo danno in gran spolvero all’8.65%.

Se alla continua ascesa del Matteo lombardo, aggiungete la continua picchiata di Forza Italia, l’assenza di altre forti voci dissonanti nei confronti del culto dominante del renzismo ed a questo, come cocktail finale, ponete in essere la nascita del movimento gemello al Sud – Otterrete il mix perfetto con cui, secondo indiscrezioni per nulla fantasiose, alla corsa per la premiership si sfideranno due Matteo con due capitali differenti. Non più Roma, ma Milano vs Firenze.

Non sono passati inosservati nemmeno i militanti di “Casa Pound”, movimento di estrema destra che in piena integrazione col resto della base hanno mostrato bandiere con una “X” rossa sul vessillo europeo.

Lega Nord, Lega dei popoli (dovrebbe essere il nome del movimento “Sud”), Fratelli d’Italia, la Destra (la Meloni è in trattativa con Storace), ed altri movimenti potrebbero unire le forze per creare il “Fronte Nazionale Italiano” ispirato alla sorella maggiore francese Marine Le Pen con cui Salvini ha ribadito dal suo pulpito: “Lavoreremo assieme alla Le Pen, a cui a Strasburgo chiederò di votare assieme a noi il blocco dell’accordo di Schengen e la difesa dei nostri confini nazionali”.

Una forte maturazione ed un forte cambio di assetto sta germogliando all’interno del partito, nonostante i “Padania Libera!” e “Secessione” siano ancora, inevitabilmente, i cavalli di battaglia delle camicie verdi inossidabili.

D’ora in poi, non possiamo che metterci comodi ed attendere di osservare come e cosa cambierà nel blocco dei moderati. Mentre la Sinistra ha trovato il suo generale e prosegue senza temibili avversari, i liberali stanno riorganizzando le truppe perché perdere, fortunatamente per la democrazia, non potrà mai essere una stimolo alla partecipazione.

di Andrea Lorusso
Twitter @andrewlorusso

Nessun commento

Commenta l'articolo