La legge elettorale, i rinvii e un “cul de sac” in cui cascheremo presto

0

Ancora un nulla di fatto per la proposte di modifica alla legge elettorale in esame nella VII Commissione presieduta da Giannicola De Leonardis. I punti nodali, quelli sui quali sembra franare qualunque mediazione politica (peraltro in maniera facilmente prevedibile e prevista a più riprese) sono, lo ricordiamo: la parità di genere, la doppia preferenza, la quota di sbarramento, la dimensione dei collegi.

Il presidente De Leonardis ha sottoposto ai consiglieri la necessità, su richiesta specifica pervenuta formalmente alla Commissione, di audire Michele Rizzi (Alternativa comunista) e i parlamentari del Movimento 5 Stelle.

La richiesta di audizioni è stata accolta ma, mentre il capogruppo di FI, Ignazio Zullo, ha espresso la necessità di rinviare la discussione nel merito della legge alla seduta successiva alle audizioni programmate, il centrosinistra invece, ha chiesto di proseguire comunque con l’approvazione dell’articolato.

Il presidente del Gruppo Sel Michele Losappio in particolare, verificata la impossibilità di proseguire i lavori, ha abbandonato la seduta annunciando che “farà lo stesso nelle prossime riunioni se non si procederà con le votazioni”.  “È  da tempo che Forza Italia tiene in ostaggio la VII Commissione e la legge elettorale” ha detto.

Ascoltare o no le istanze di forze politiche non presenti in Consiglio? E questo blocca i lavori? E’ una attività dilatoria oppure no? Le domande su cui ci si concentra sono molte, e tutte importanti. Di fatto i lavori sono fermi, si evita clamorosamente, da parte di tutti, il discorso sui punti nodali, si fa finta di niente, si gioca sulle interpretazioni e si perde tempo. E tra due settimane partirà la sessione di bilancio, con tanti saluti al 2014, a soli tre mesi dalle elezioni.

Nel nostro piccolo sono mesi che denunciamo pubblicamente questi problemi. Non siamo contenti che, adesso, in molti si dimostrino preoccupati, mentre in realtà per settimane e settimane hanno reso la Commissione che ha il compito di preparare il testo di questa fondamentale legge (ricordiamo che la legge precedente è stata cassata dalla Corte Costituzionale in alcuni punti e che bisogna perlomeno adeguare la legge alle modifiche statutarie su numero dei consiglieri e circoscrizioni.

Il presidente del Partito democratico Pino Romano ha ribadito quanto già detto nella precedente seduta: “se prima della apertura della sessione di bilancio a dicembre non si dovesse riuscire ad andare avanti nella discussione della legge elettorale, il Pd raccoglierà le cinque firme necessarie per portare direttamente in Aula la legge. Questo non per strozzare il dibattito democratico, ma perché è ormai evidente come quella dell’Aula sia l’unica soluzione per uscire da questo cul de sac”.

Ma la maggiore preoccupazioni arriva dalla Consulta Femminile. La Presidente della Consulta regionale femminile della Regione Puglia, Annamaria Carbonelli insieme alla Portavoce del Comitato promotore per una legge elettorale in chiave di genere  detto 50/50, Magda Terrevoli, infatti denunciano le “ulteriori manovre dilatorie avvenute  nella odierna settima commissione consiliare in cui, all’ordine del giorno era in discussione la nuova legge elettorale regionale”.

“L’incapacità politica – dicono – dei Componenti della VII che hanno rinunciato al loro ruolo istituzionale, guarda caso alla vigilia della discussione  dell’articolo 5  sulla introduzione della doppia preferenza ( con esclusione del pres. Losappio che ha abbandonato i lavori in netto dissenso con tale operato ) dimostra, al di là dei tanti pronunciamenti pubblici,  totale disinteresse nei confronti delle 30..000 firme raccolte e degli emendamenti in chiave di genere presentate dai Presidenti Losappio (Sel) e Disabato (Puglia per Vendola ) e dalla Consigliera Lemma (PD)”.

“Sulla legge elettorale confermiamo – ha ribadito Ignazio Zullo, capogruppo di Forza Italia – con coerenza la nostra posizione fino in fondo: non si può chiudere il dibattito fra le mura del palazzo, ma bisogna aprirsi all’esterno e consentire il contributo di tutte le forze politiche interessate. Per questo, ringrazio i colleghi della Commissione Affari Istituzionali per aver accettato la mia proposta, sebbene non sia per nulla piaciuta al collega Losappio che ha abbandonato, per stizza, la seduta della stessa Commissione”.

“La richiesta del Movimento 5 Stelle e di Alternativa Comunista – aggiunge – di essere ascoltati in Commissione ha trovato immediatamente il favore di Forza Italia, giacché ci pare insensato impedire a forze presenti anche in Parlamento la partecipazione al dibattito. È per questo che ho proposto di bloccare i lavori della Commissione e di aggiornarli al termine delle audizioni per valorizzarle recependo eventuali input. Evidentemente, a Losappio questo non va giù, preferendo una partecipazione illusoria di chi non fa parte del ‘palazzo’, come se fosse un inutile contentino”.

Condividi
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

Nessun commento

Commenta l'articolo