Legge elettorale, la questione politica è ancora tutta in piedi

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La questione politica ed i nodi da sciogliere sono ancora del tutto presenti. Mentre sono in tanti a dichiarare che l’accordo è vicino, che la legge elettorale ormai è soltanto una questioen tecnica, che maggioranza ed opposizione sono divise soltanto da dettagli, il lavoro nella Settima Commissione (allargata ai capigruppo consiliari) va a rilento.

Molto probabilmente i consiglieri regionali (in perfetta buona fede) non se ne rendono conto. Ma le sedute a disposizione per approvare e odificare una legge al momento ancora monca e presa a sciabolate dalla Corte Costituzionale sono soltanto una decina. Tolta la sessione di bilancio, tolto il tempo della campagna elettorale, se alla fine si andrà a votare, come lo stesso Consiglio Regionale ha stabilito, il prossimo primo marzo farsi due conti è abbastanza banale.

Questa settimana è stata dedicata alla simulazione chiesta ai tecnici della prefettura. La settimana prossima sarà utilizzata per le riflessioni dei singoli commissari, poi a venire ancora il dibattito e la ricerca di un affannoso e non scontato accordo tecnico.

E la doppia preferenza, la parità di genere e la soglia di sbarramento? Ancora non se ne parla, scegliendo di rinviare la questione politica ad un prossimo futuro che rischia di non esserci.

Intanto prosegue in VII commissione presieduta da Giannicola De Leonardis l’esame delle modifiche e integrazioni alla legge elettorale regionale n. 2 del 2005. Come richiesto dalla commissione, nella seduta odierna è stata illustrata una simulazione dell’applicazione della nuova proposta – elaborata dai tecnici della Prefettura – facendo riferimento ai risultati delle elezioni regionali del 2010. “Una relazione esaustiva e dettagliata” secondo il presidente De Leonardis, che però lascia aperte alcune questioni: pertanto, per consentire un dibattito puntuale sull’argomento, la discussione è stata aggiornata alla prossima seduta.

Soluzione suggerita dal capogruppo SeL, Michele Losappio che ha proposto due possibili alternative riguardo l’esame della proposta: sospendere la discussione degli articoli 2 e 3 – cuore della norma –  in attesa di approfondimenti dei singoli commissari o di modelli alternativi, procedendo alla discussione degli articoli successivi. Oppure entrare nel merito degli articoli  e se non si è in grado di produrre ipotesi alternative tecnicamente definite, astenersi e rinviare il voto all’Aula. Rispondendo poi alla proposta del consigliere regionale Roberto Ruocco (Pdl-Fi)  di costituire un “comitato politico” per sciogliere preliminarmente i nodi politici sottesi alla legge, Losappio ha ribadito inoltre l’indisponibilità a discutere su aspetti sui quali esistono profonde divergenze con l’opposizione, come la parità di genere e la doppia preferenza.

Anche il capogruppo Pino Romano e il consigliere Mario Loizzo hanno puntualizzato che il Pd conferma di non essere disposto a recedere sui capisaldi sui quali ha costruito la sua proposta di legge elettorale – doppia preferenza,  parità di genere, soglia di sbarramento – con l’obiettivo comune di dare alla Puglia una legge elettorale che garantisca una rappresentatività corretta.

Per il capogruppo Ncd Antonio Camporeale “la questione politica resta ancora aperta”, e indica come approccio costruttivo, quello di elaborare proposte concrete da sottoporre alla commissione, mentre Franco Pastore (gruppo misto-Psi) chiede di stabilire i principi che devono guidare la formulazione della nuova norma.

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