Legge elettorale, tra capisaldi, criticità e condivisione la necessità di fare presto

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Uno dei più importanti appuntamenti di questo scorcio finale di legislatura rischia di essere messo in un angoletto, tra spunti di criticità, la necessità di trovare risposta alle oltre 30mila firme raccolte dal Comitato Legge elettorale 50 e 50 che chiedono a gran voce un riequilibrio tra uomini e donne nelle liste, la necessità di trovare un accordo il più ampio possibile, la grande urgenza di fare presto, prima della fine della legislatura. Sono tutti temi al centro del Focus organizzato nei giorni scorsi dall’Università di Bari e dalla Fondazione Tatarella.

Un dibattito (ne riportiamo alcuni stralci nel video in basso) molto complesso e decisamente urgente. La Commissione Affari Istituzionali, allargata ai capigruppo, come indicato dal Presidente del Consiglio Regionale Onofrio Introna, si è data cadenza settimanale per discutere i vari aspetti di una legge che, secondo il testo depositato in Regione Puglia, si pone come complicata perfino nella lettura, con una serie di rimandi, richiami e modifiche che ne arzigogolano fin troppo la lettura.

I punti nodali, è noto, sono la soglia di sbarramento, il premio di maggioranza (punto che deve superare le censure di incostituzionalità mosse al testo legislativo pugliese), la presenza femminile, la doppia preferenza di genere e l’individuazione delle circoscrizioni elettorali con i relativi calcoli di resto e quoziente.

Al momento non c’è ancora nulla di definito, se non la considerazione che non si tratterà di una legge nuova (non ce ne sarebbe il tempo), ma di aggiustamenti alla legge esistente, lasciando inalterata nella struttura l’attuale previsione normativa, ma adeguandola alle innovazioni statutarie (per primo il taglio del numero dei Consiglieri da 70 a 50), alle modifiche geografiche (il taglio delle Provincie) ed ai richiami della Consulta.

I punti di criticità non mancano, mentre a mancare, clamorosamente, è il tempo. Mancano 4 mesi allo scioglimento del Consiglio regionale, e di approvato ancora non c’è nulla.

“Dobbiamo dare vita a una legge elettorale – sostiene Pino Romano, capogruppo del Pd a Via Capruzzi – che sia quanto più ampia condivisa possibile, crediamo sia indispensabile e rispettoso della volontà dei pugliesi che chiedono una chiara rappresentatività della classe dirigente. Ma soprattutto riteniamo che la ricerca di convergenza con le altre forze politiche, serva a evitare pericolosi rallentamenti alla nascita della nuova legge elettorale, che ci potrebbero portare a un ritardo nella sua approvazione e al conseguente commissariamento della Puglia”.

“La maggioranza, dunque, non deve chiudersi in se stessa ma deve essere in grado di dialogare per portare in Aula un testo condiviso, scongiurando così il voto segreto che diventa ingestibile e controproducente per l’attività istituzionale che i cittadini chiedono invece sia più rapida ed efficiente. Certo, il Pd conferma di non mollare sui capisaldi sui quali ha costruito la sua proposta di legge elettorale: mi riferisco alla doppia preferenza, alla parità di genere e alla soglia di sbarramento. Per quest’ultimo, in particolare, ricordo che siamo per la soglia del 4% ma siamo comunque disposti a discutere. E’ proprio a questo spirito che mi riferisco quando parlo di apertura necessaria a ottenere un testo che sia costruito con il contributo di tutte le forze politiche che, in Consiglio regionale, rappresentano tutta la Puglia”.

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