Legge elettorale, si comincia a capire che i tempi sono strettissimi!

0

E’ banale dirlo, ma l’avevamo paventato in tempi non sospetti che l’area temporale per l’approvazione della nuova (e indispensabile) legge elettorale della Regione Puglia fosse estremamente labile.

Quindici settimane di tempo (a settembre) equivalgono a 15 sedute della Commissione, più 4 sedute del Consiglio regionale, peraltro già calendarizzate e piene di argomenti non certamente irrilevanti. E dopo c’è la sessione di bilancio e si arriva presto a gennaio, quando sarà tempo di sciogliere la legislatura e prepararsi ad andare a votare. Ad oggi restano 5 settimane per portare in Aula un testo condiviso. Ma siamo ancora in alto mare, e mentre molti fanno ancora finta di nulla per lo meno qualcuno inizia a riflettere sull’urgenza che incombe.

Naturalmente ci è stato da quasi tutti risposto, in primis dal presidente del Consiglio Onofrio Introna e dal suo vice Nino Marmo, che non era il caso di preoccuparsi, che il Consiglio Regionale avrebbe operato nei tempi previsti e che non ci sarebbe stato nulla di cui preoccuparsi.

Ed infatti noi ci siamo, per l’appunto, preoccupati fin dal primo momento che la Puglia non riuscisse a dotarsi di una legge elettorale.

Adesso, dopo aver perso ulteriormente due mesi, se ne è accorto anche il Partito Democratico.

“Se la Commissione non licenzierà la legge elettorale entro l’apertura della sessione di Bilancio, alla ripresa dei lavori raccoglierò le firme di cinque capigruppo e porterò in Consiglio, entro gennaio, il disegno di legge della Giunta”. Lo sottolinea il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Pino Romano, aggiungendo che dobbiamo “evitare pericolosi rallentamenti alla nascita della nuova legge elettorale, che ci potrebbero portare a un ritardo nella sua approvazione e al conseguente commissariamento della Puglia”.

“Ovviamente – ribadisce – vogliamo una legge elettorale che sia quanto più ampia condivisa possibile, al fine di rispettare la volontà dei pugliesi che chiedono una chiara rappresentatività della classe dirigente”. “Il Pd – prosegue Romano – conferma di non mollare i capisaldi sui quali ha costruito la sua proposta di legge elettorale: doppia preferenza, parità di genere e soglia di sbarramento”. “Noi – ricorda Romano – siamo per la soglia del 4% ma siamo comunque disposti a discutere, proprio in nome della ricerca di un’ampia convergenza”.

Dunque ora, finalmente, il pericolo di non fare in tempo e di vederci commissariati, con conseguenze finanche non ben comprensibili ed oscure, appare reale.

Leggi anche:

La parità di genere, le riserve indiane, la legge elettorale e qualche dubbio piddino

Legge elettorale, la questione politica è tutta in piedi

Legge elettorale. Ok ai tempi per le elezioni. Ma per l’approvazione?

Legge elettorale, tra capisaldi, criticità e condivisione la necessità di fare presto

Condividi
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

Nessun commento

Commenta l'articolo