Legge elettorale. Ok ai tempi per le elezioni. Ma per l’approvazione?

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La montagna rischia di partorire un topolino. Una seduta in chiaroscuro, quella di questa mattina in Via Capruzzi, dove la VII commissione, presieduta dal consigliere Giovanni De Leonardis, lavora sulla disamina delle modifiche e integrazioni alla legge elettorale regionale n. 2 del 2005.

Ben lungi da essere prese decisioni nel merito delle questioni più spinose, hanno stabilito che la legislatura deve durare 5 anni e che le elezioni potranno tenersi in un determinato arco temporale, salvo election day.

In soldoni, hanno deciso cose banali e pacifiche. Su uno dei centri di discussione, ovvero le soglie di sbarramento (di partito e di coalizione), i commissari hanno deciso di non decidere, rinviando a simulazioni da effettuarsi da parte di tecnici della Prefettura.

Va però detto che qualunque simulazione non farebbe altro che fotografare una situazione, e potrebbe dire, eventualmente, se all’interno di una coalizione i rapporti di forze vanno più o meno in un senso (ma si parla dello spostamento di un seggio da un partito ad alta percentuale ad uno a percentuale meno alta, eventualmente). La decisione, invece, deve essere tutta politica, e deve rispondere ai rimbrotti della Corte Costituzionale sulla rappresentatività delle opposizioni, sulla ridistribuzione dei seggi nelle coalizioni, sul rapporto tra voti effettivamente espressi e maggioranza in Consiglio regionale.

I tempi, dunque, rischiano di allungarsi, anche se i tecnici hanno garantito la massima celerità nelle simulazioni da proporre alla Commissione. Con una riunione alla settimana, calendario alla mano, mancano 10 sedute in cui bisogna licenziare tutto il provvedimento, portarlo in aula, approvarlo ed emanarlo. Senza contare che ci sarebbe anche una piccola incombenza quale la sessione di bilancio.

I commissari consiliari hanno approvato i restanti 5 commi dell’articolo 4 della proposta di legge, dopo l’approvazione del comma 1 nella seduta precedente con il quale è stato stabilito il rinnovo ogni cinque anni del Consiglio regionale.

Tra i commi approvati nella seduta odierna (a maggioranza, con l’astensione dell’Udc) quello che fissa le elezioni a decorrere dalla quarta domenica precedente il compimento del quinquennio, fatto salvo un eventuale “Election day” che potrebbe essere fissato dal governo nazionale. A seguire la commissione si è occupata dell’articolo 2 che prevede la distribuzione dei 50 consiglieri previsti (oltre al presidente), di cui ventitré eletti su base di liste circoscrizionali concorrenti e ventisette su base maggioritaria.

A seguito dell’articolato dibattito sviluppatosi al riguardo, la commissione ha dato incarico ai tecnici della Prefettura (che hanno partecipato ai lavori) di elaborare delle simulazioni facendo riferimento ai risultati delle ultime elezioni europee e prevedendo uno sbarramento sia di partito che di coalizione al 4%.

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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