Legge di stabilità, oggi incontro Anci – Governo

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Oggi pomeriggio, alle ore 15:00, ci sarà il confronto Anci – Associazione Nazionale Comuni Italiani – Governo sulla Legge di Stabilità, la quale lascia molti dubbi da risolvere su quelle che saranno le responsabilità e gli oneri a carico degli enti territoriali.

Il quadro della situazione economica di Comuni, Province e Regioni d’Italia è estremamente complesso infatti, secondo l’Anci, la somma delle misure previste dalla finanziaria 2015 a carico dei comuni supererebbe i 3 miliardi di euro, cioè circa il doppio di quanto preannunciato dall’Esecutivo. Sono cifre che lasciano ben poco all’immaginazione e di certo non aprono spiragli di positività. Si prefigura, inoltre, un problema di sostenibilità della manovra soprattutto per il meridione in quanto il Governo, a fronte dei tagli certi, promette maxi sconti sugli obiettivi del patto di stabilità. Ma le casse dei Comuni sono vuote e i nuovi tagli rendono del tutto inutile l’allentamento del patto poiché non ci sono risorse da spendere.

I dati Svimez danno una situazione economica del Sud Italia preoccupante: sesto anno di crisi ed emergenza sociale e produttiva e ieri, il Sole24Ore, ha pubblicato un’indagine da cui emerge l’impatto negativo della Legge stabilità sulle città capoluogo del sud, con meno spesa corrente e maggiori difficoltà di riscossione.

In sede di Conferenza unificata lo scorso 19 giugno, il Governo si era impegnato a non tagliare il Fondo di Solidarietà Comunale (FSC) e invece, poco prima della scadenza dei bilanci preventivi e dunque con le difficoltà già legate alle delibere TASI, sono giunte le ulteriori decurtazioni.

L’Anci ritiene che occorrano misure concrete, come la riattivazione del fondo per le Emergenze, necessario per fronteggiare frequenti disastri idrogeologici, come quello che ha devastato il Gargano. Servono progetti di sviluppo coerenti e mirati, una concertazione strategica delle risorse nelle Regioni più svantaggiate del Mezzogiorno, incentivando la spesa delle amministrazioni, accelerandola e regolandone orientamenti e investimenti per la crescita. Urge una strategia di uscita, pianificata da un tavolo tecnico di esperti che verifichino le cifre una per una.

I Comuni sono fra gli enti più virtuosi in Italia e hanno tutta l’intenzione di dare il proprio contributo alla ripresa, allo stesso modo le nuove aree metropolitane, che peraltro dovranno coniugare l’eredità delle province con le nuove funzioni. È evidente che non ci sia possibilità di cedere sul mantenimento di livelli minimi di agibilità e di manovra.

L’Associazione, nel pomeriggio, ribadirà con forza il “no alla logica dei tagli lineari” e sottolineerà la evidente insostenibilità della manovra per i comuni del sud, puntando alla reale attuazione del federalismo fiscale, con una tassazione locale semplificata e destinata integralmente ai comuni.

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Redazione
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