Lupin III, il ladro più famoso dei fumetti compie 50 anni

0

Può un ladro assumere al ruolo di eroe, simpaticamente imprendibile, galante con le donne, gentile con le proprie vittime e perfino amico del suo grande poliziotto cacciatore? Nel mondo di Lupin III si. E se poi arriva anche un compleanno importante, come i 50 anni, non si può che omaggiare l’inafferrabile protagonista della fortunata serie di cartoni animati.

E’ trascorso mezzo secolo da quando il maestro mangaka giapponese Monkey Punch, all’anagrafe Kazuhiko Kato, ha partorito il ladro gentiluomo più famoso di tutto il mondo: Lupin III.

Non è mai facile scrivere in maniera obiettiva di qualcosa o di qualcuno con cui sei cresciuti, ma per chi è parecchio vicino ai quarant’anni non è possibile definire Lupin un semplice personaggio dei fumetti, ma è più facile associare Lupin ad un simpatico amico che ci ha accompagnato nel corso di tutta l’adolescenza, (includendo anche la pubertà devastata dalle curve pericolose di Fujiko Mine conosciuta anche come Margot icona di bellezza prorompente e provocante tipica degli anni ’60), e per buona parte della vita.

Un manga, ma anche un cartone, leggero e divertente vittima più volte di una colpevole censura per alcune scene giudicate troppo esplicite e/o cruente che ne hanno corrotto inevitabilmente i contenuti. Perché Lupin non è un libro a cui strappare le pagine che non ci fanno comodo, Lupin è un concetto, un personaggio vivo e vitale che non conosce mezze misure e che non si può fare a meno di accettare così per com’è: il ladro gentiluomo, perennemente affascinato dalle belle donne e con gli “occhi a cuore” per la sua adorata Fujiko.

La verità è che Lupin è un’opera che fa dell’amicizia un cardine fondamentale, il rapporto che lega i protagonisti non è quello tra semplici “colleghi di lavoro” ma è molto più simile a quello di una famiglia, di cui anche la nemesi Zenigata è parte integrata: non dimentichiamo la disperazione dell’ispettore più tosto del mondo quando Lupin viene catturato e condannato a morte, “La fine di Lupin” 14° episodio di “Lupin III – L’avventura italiana”(in cui Lupin ritorna alla sua adorata ‘500) ci riporta indietro di molti anni omaggiando proprio quell’episodio n.4 della prima serie “L’evasione di Lupin” (1971) che chiarisce una volta per tutte come rispetto, amicizia e amore siano i robusti pilastri su cui si fonda il manga come anche il cartone.

Pertanto nel ringraziare il maestro Monkey Punch per averci “presentato” quello che di fatto resta uno degli eroi della nostra infanzia soffiamo sulle candeline dei 50 anni insieme a Lupin che sembra non essere invecchiato di un solo giorno, sperando che accompagni con la stessa spensieratezza ed intraprendenza l’infanzia dei nostri figli, ormai troppo in balia di cartoni, forse “politicamente corretti”, ma parecchio al di sotto della qualità a cui siamo stati abituati.

On line sono disponibili le Action Figure:

Potete anche festeggiare il cinquantesimo visionando il film live-action approvato dal maestro Monkey Punch e mai trasmesso in Italia.

Nessun commento

Commenta l'articolo