Madre Silvio, padre Berlusconi

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Dimenticate il tombeur de femmes, le cene galanti, i festini, il bunga bunga, Mariano Apicella che allieta con la chitarra la dolce vita del Cavaliere, che nel frattempo canta e si diverte. Dimenticate le Olgettine e l’affannato ragioniere che portava la contabilità di solarium e manicure, e giusto che vi trovate nella lettura, dimenticate pure lo: “Scendo in campo!” del soave 1994. Tutto finito, adesso si potrebbe riassumere in: “Salto il pasto!”

A Pasqua scegli la vita, scegli veg”, Silvio Berlusconi aderisce alla campagna della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente, di cui è presidente la pasionaria Michela Vittoria Brambilla, forzista, da sempre impegnata in questa causa. C’è stato un momento, i buongustai ricorderanno, in cui scoppiò la polemica affinché si definisse il cavallo animale da compagnia, proibendo la vendita delle sue gustose costate.

E così dopo Dudù, affianco alla sua compagna Francesca Pascale, Berlusconi allatta con un biberon Fiocco di Neve (il più giovane dei cinque agnellini adottati), portandolo nel lussuoso mondo di Arcore.

In realtà furbo com’è, aveva sondato questa “svolta” già lo scorso anno con annessa polemica, poi smentita: “Cado dalle nuvole trovando sui social network e su qualche giornale commenti su mie presunte abitudini alimentari” poi ripresa dal suo medico personale Zangrillo: ”Non mi risulta che sia diventato vegetariano, o peggio, vegano. Lo troverei inopportuno, perché segue alla lettera le mie indicazioni. Quindi, il fatto non sussiste.”

Evidentemente i tempi non erano maturi, e l’opportunità di tutto ciò risiede nei numeri. Con una Forza Italia ai minimi storici, il Cavaliere fiuta nuove frontiere mai esplorate, e quindi non gli devono essere sfuggiti i dati Eurispes 2017: “Le persone che si dichiaravano vegane nel 2016 erano l’1%, quest’anno sono il 3%”, e c’è un corposo 4,6% che si dichiara vegetariano.

Poi la conferma dai consumi, nei primi 10 mesi del 2016 rispetto al 2015, v’è stato un calo nella vendita di carni rosse e suine del 5,8%, di salumi del 5,3% e del 3,2% dei prodotti caseari. Al  contrario, boom di prodotti vegani, latti vegetali (+19%), zuppe (+37%), piatti pronti, condimenti, salse e sostituti dei secondi piatti viaggiano ad un + 27,1%.

Assocarni non ci sta, e replica duramente: Riteniamo incredibile che per accaparrarsi l’elettorato animalista, Silvio Berlusconi, pur essendo un imprenditore, contribuisca a danneggiare una filiera e un’industria come quella della carne. I consumi di carne in Italia sono tra più equilibrati dell’Unione Europea: 79kg bovino, suino, pollame ovino e salumi. Così si infligge il colpo di grazia alla filiera ovina, che ha un ruolo fondamentale per la produzione di formaggi e carni di alta qualità, i cui allevamenti allo stato brado contribuiscono al mantenimento del territorio.”

L’Italia da tarallucci e vino anni ’80 e ’90 cresciuta con Mediaset è cambiata,  il mondo dei Cinepanettoni e delle battute volgari  con tanto di cucù alla Merkel, pure. Libero da qualsiasi paletto ideologico l’ex premier non contraddice mai le masse, la pubblicità, il business.

Se in futuro andrà di moda baciare i rospi, troveremo Berlusconi con la rana delle favole, in attesa si trasformi in un bellissimo seggio.

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