#ilsilenzioédolo, Marco Ligabue ad Acquaviva per la legalità

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Quanto è importante avere coraggio? Marco Ligabue si racconta e parla della storia di Ismaele La Vardera e Benedetto Zoccola. L’incontro, organizzato nell’auditorium dell’I.I.S.S. “Rosa Luxemburg” di Acquaviva delle Fonti, nell’ambito del progetto di educazione alla legalità, ha messo a confronto le storie di chi vive e combatte contro il fenomeno della criminalità organizzata. Nella mattinata sono stati raccontati aneddoti e fornite informazioni utili per riconoscere e affrontare gli atteggiamenti, spesso subdoli e nascosti, cui la criminalità organizzata ricorre quotidianamente e che sperimentiamo nella società civile in cui viviamo. La cultura della legalità, da sempre argomento di rilievo nell’istituto acquavivese, é tra gli strumenti più efficaci per avere la meglio su ogni deriva criminosa e di crescita di ogni giovane a cui devono essere offerti momenti e iniziative di impegno e strumenti di conoscenza del proprio territorio, del contesto sociale in cui vive e cresce e delle regole lo disciplinano.
Con #il silenzio è dolo per #benedetto zoccola, spiega Marco Ligabue, “si vive un percorso diverso da quello solitamente fatto sulla sensibilizzazione nei confronti di questi temi, perchè raccontato non solo attraverso la musica ma anche presentato con una testimonianza diretta. Tutto è nato dal fatto che Benedetto ha denunciato e questo lo ha portato a un difficile percorso di vita e ora stiamo girando le scuole d’Italia per far sentire una voce diretta e mostrare le cose da un altro punto di vista”.
Benedetto Zoccola, commercialista di Mondragone (Caserta) che ha denunciato i suoi estorsori – subendo così dieci attentati tanto da essere costretto a vivere sotto scorta – accompagna Marco Ligabue e il giornalista Ismaele La Vardera per raccontare la sua storia: “denunciare non è impossibile, ci vuole tanto coraggio. A volte qualcuno mi evidenzia il fatto di avere una famiglia o di non aver fiducia nelle istituzioni. Invece io dico loro che denunciare è possibile, e anche se ho avuto supporto dallo Stato che oggi mi accompagna in ogni cosa che faccio, mi sento abbandonato dal cittadino, che al contrario ha paura. E a quel cittadino suggerisco invece di agire, parlare e denunciare. Perchè la denuncia può consentirmi di camminare tranquillamente per la mia città e il loro coraggio serve a rendermi libero”.

Classe 1985, vive e lavora a Bari. Laureata in Storia dell’Arte all’Università degli Studi di Bari, è giornalista pubblicista dal 2013. Con una forte propensione alla didattica museale e artistica, ha collaborato con diverse istituzioni con progetti per sensibilizzare il pubblico più giovane nei confronti dell’Arte contemporanea e far partecipare attivamente gli studenti alla comprensione delle più moderne tecniche artistiche. Collabora con le redazioni di Puglia In, Telebari e Artribune, mentre nel 2013 è stata coordinatrice della prima edizione della Project Room della Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a mare. Ama l’arte in tutte le sue forme, in particolare la fotografia e il linguaggio visivo contemporaneo a cui si sta appassionando anche praticamente e appena ha l’occasione di partire, va alla ricerca di nuove realtà, esplorandole sia dal punto di vista della tradizione culturale che folkloristica. isabella.batt@gmail.com

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