Marilena Bonomo, pilastro della cultura d’arte contemporanea

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Ha iscritto Bari sulla mappa dell’arte internazionale. Ha portato, nelle sale della storica galleria di via Nicolò dell’Arca, alcuni tra i nomi più importanti dell’arte contemporanea: Sol Lewitt, Jannis Kounellis, Alighiero Boetti e Mimmo Paladino sono solo alcune delle eccellenze artistiche che ha ospitato e lanciato nel panorama dell’arte mondiale.
Si è spenta a Bari, la notte scorsa, Marilena Bonomo, donna elegantissima e straordinaria figura di operatrice culturale e gallerista. Aveva ottantasei anni e la sua attività è stata fondamentale per lo sviluppo e la diffusione dell’arte internazionale in Puglia.
Il lavoro “pionieristico” condotto attraverso i più inesplorati sentieri dell’arte ha permesso che artisti, critici, collezionisti e amatori imparassero a considerare Bari, come una possibile e affascinante tappa del proprio percorso di crescita internazionale.
Merito ancora più grande è l’essere riuscita a svolgere la sua attività di curatrice d’avanguardia, in un momento (gli anni Settanta) in cui proporre certe novità
non era affatto semplice in una città come Bari ancora poco avvezza al sistema dell’arte contemporanea e dominata comunque dalla tradizione.
Nella scelta degli artisti da promuovere o ospitare, Marilena ha sempre agito con grande senso di responsabilità ed acume artistico, privilegiando giovani ed “emergenti” che, “a naso”, le procuravano delle emozioni. Sembra un pò questo il destino dell’arte contemporanea: o la ami al primo sguardo, o la odierai per sempre. Marilena aveva capito prima di tutti che nel sistema dell’arte non esistono regole certe e, a volte, conviene cedere alle sensazioni piuttosto che alle logiche di mercato.
La galleria Bonomo inizia la sua attività nel dicembre 1971, con una prima mostra che includeva artisti italiani e stranieri ancora sconosciuti, ma destinati alla fama e al successo. Da allora, nomi come Barry, Bochner, Boetti, Buren, Darboven, Dibbets, Fabro, Huebler, Lewitt, Paolini, Ryman, Weiner, senza trascurare il panorama dei migliori artisti pugliesi, hanno frequentato ed esposto negli spazi di via dell’Arca, diventati, negli anni, un crocevia di artisti ed un'”officina” di cultura.
Opere provenienti dalla galleria Bonomo sono state collocate in sedi prestigiose, come musei, banche, parchi, collezioni pubbliche e private. Tra queste spiccano la collezione Panza di Biumo di Varese, quella della Fondazione Deste di Atene, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, il Museo di Arte Moderna di New York e il Centre G. Pompidou di Parigi.
Ma non è stata mai solo l’arte contemporanea l’attenzione principale di Marilena Bonomo. Attività editoriali, happenings, spettacoli di danza musica e teatro, installazioni d’arte d’ambiente e concerti d’avanguardia, mostre di arte antica indiana, giapponese ed africana, si sono alternati alle mostre d’arte.
Prestigioso l’incarico ottentuto nel ’98 dal Comune di Bari, per organizzare una I grande Rassegna di arte contemporanea. La mostra dal titolo “Arena Puglia”, che rappresentava il panorama artistico della Regione, comprendeva oltre 170 artisti tra pittori, scultore e fotografi, scelti nel tentativo di unificare gli artisti residenti nella regione con quelli che se ne erano allontanati trovando lusinghieri riconoscimenti altrove. L’anno seguente, il progetto venne riproposto con una nuova ottica: cercare e presentare i lavori di quegli artisti internazionali che hanno attraversato la Puglia e vi hanno lavorato. Il titolo della mostra era “Felici Coincidenze”.
Nel 2000 fu organizzata Arte&Maggio, concepita come collaborazione tra gli artisti newyorkesi scelti dall’Accademia Americana a Roma e gli artisti baresi proposti da Marilena Bonomo a Bari. In questa mostra l’artista Antonakos fece eseguire una sua opera in loco per le arcate della Sala Murat, che tuttora identificano con la loro luce questo spazio come spazio di cultura di arte.
L’anno seguente Sol Lewitt realizzò a Bari un “Wall drawing” dal titolo “All Bands” e, in nome dell’amicizia con la gallerista, lo donò come opera stabile alla città di Bari.
E proprio quest’opera è sempre rimasta il grande cruccio di Marilena, visto lo stato d’abbandono a cui da anni il grande wall drawing è stato costretto nella Sala Murat.
Di recente la storia della galleria era stata oggetto di una pubblicazione di Allemandi intitolata “But where is Bari?”, che, attraverso testimonianze di amici, critici e fotografie d’archivio, ha raccontato una delle più belle storie dell’arte contemporanea nel meridione d’Italia.
Di quanto Marilena Bonomo abbia fatto per l’arte e la cultura a Bari e in Puglia pochi se ne sono accorti, eppure aver goduto del suo fascino e della sua intelligenza artistica così a lungo, deve essere per tutti un grande onore ed un motivo di orgoglio.

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Antonio Verardi
Storico dell’Arte. Ha collaborato con il Museo Pecci di Prato. Ha svolto attività di ricerca per la Facoltà di Lettere e Architettura. E’ docente di letteratura italiana, storia e storia dell’arte. Perito ed esperto per la Camera di Commercio di Bari è iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti dal maggio 2011.

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