Marò: “Stiamo facendo il possibile per il rientro”

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Non poteva non esserci anche una domanda sui due marò pugliesi per Matteo Renzi. Da quando è arrivata la decisione del Tribunale dell’Aja che di fatto permetterà il rientro in Italia anche di Salvatore Girone, si attende con impazienza che il militare pugliese possa riabbracciare i suoi cari. Sono settimane che si sente la stessa storia “mancano poche settimane”… “fare prima possibile”… “stiamo facendo tutto il possibile”… ma intanto la situazione è ancora in stallo.

E naturalmente la risposta non poteva che essere diplomatica. “Per i marò stiamo facendo tutto quello che è nelle nostre possibilità. Speriamo nel rientro il prima possibile”. Lo ha detto il presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, parlando a margine della firma del Patto per la città metropolitana.

“Nel confermare l’amicizia con il popolo e le istituzioni indiane, riaffermiamo – ha aggiunto Renzi – di essere contenti della decisione del tribunale”.

“Avremmo voluto volentieri gioire se ci avesse riportato il nostro marò barese Salvatore Girone, ancora detenuto in India nonostante la sentenza del Tribunale dell’Aja”. A dichiararlo in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Domenico Damascelli.

“L’incertezza in cui gravita il suo ritorno a casa continua nel silenzio assordante del governo che ha lasciato trascorrere inutilmente, senza impegno e senza successo, le scorse settimane, durante le quali avrebbe dovuto richiedere e sollecitare fortemente il rilascio delle autorizzazioni da parte della Corte per il rimpatrio del marinaio. La Corte di Nuova Delhi, infatti, ha chiuso il 15 maggio i battenti per le vacanze estive e tornerà al lavoro solo il 28 giugno. Una beffa per l’Italia, per la Puglia e per il nostro conterraneo, che deve attendere ancora per tornare a casa. E al Premier che viene a Bari, appunto nella terra di Girone, voglio ricordare che la dignità italiana non va in vacanza come la Corte indiana soprattutto in un momento in cui il Paese avrebbe dovuto profondere ogni sforzo per liberare il militare pugliese”.

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