Medicina di genere? Tagliare su misura diagnosi e cure è importante

0

Diagnosi e cure personalizzate, “tagliate su misura” per uomini e donne. Perché le malattie sono le stesse o quasi, ma gli effetti possono essere molto diversi. Così come sono biologicamente differenti uomo, donna, anziano e bambino. Ecco perché per la Medicina di Genere è fondamentale prestare attenzione alle differenze e adeguare in modo appropriato i percorsi sanitari: prevenzione, diagnosi e cura. Un principio tutt’altro che scontato, diventato patrimonio comune della medicina solo negli ultimi anni: un ritardo legato ad una cultura medica declinata sostanzialmente al maschile.

Di questa eredità e delle nuove prospettive si è parlato a Lecce nel Polo Didattico durante l’evento “Medicina di Genere: l’attenzione alle differenze”, giornata di informazione, prevenzione e sensibilizzazione organizzata dalla ASL Lecce a chiusura delle attività svolte, tra aprile e maggio, nell’ambito della Giornata Nazionale della Salute della Donna. “La Medicina di Genere è un tema importante e poco conosciuto – ha detto in apertura il direttore sanitario Antonio Sanguedolce – ma che ha grande valore come elemento interdisciplinare per le professioni mediche. Ne consegue che la presa in carico della persona non è solo sanitaria, ma anche il sesso e le variabili socio-culturali hanno un notevole impatto su diagnosi e terapie”.

Esperti, medici e sociologi (moderatrice la dr.ssa Fulvia Scrimieri) hanno fornito informazioni e consigli su alcune patologie e fattori di rischio correlati: osteoporosi, cardiopatie, problemi respiratori o endocrino-metabolici. Con la possibilità di parlare di corretti stili di vita e di prevenzione ma anche di farla concretamente, sottoponendosi gratuitamente al prelievo di sangue per misurare la carenza di vitamina D oppure al test con l’algoritmo DeFra, strumenti utili – al pari, è stato detto, di una bella giornata di sole e di una dieta ricca di calcio – per prevenire l’insorgenza dell’osteoporosi e di altre patologie.

Fondamentale, però, che la Medicina di Genere acquisti un ruolo centrale nel panorama medico e scientifico: “Se i medici – ha ammonito la consigliera di Parità Serenella Molendini – non conoscono la medicina di genere, ciò diventa un fattore di rischio, di errori e sprechi di risorse. La Medicina di Genere è una terza cultura, un ponte tra la sanità e il sociale, tra la medicina stessa e l’evoluzione socio-culturale. Ma è anche una prospettiva medica e metodologica, con cui si combatte anche il pregiudizio della diagnosi rispetto alla donna, stratificato da secoli, e si adegua la terapia inserendo la differenza nelle pratiche quotidiane: non si tratta di malattie di uomini o donne ma di approcci differenziati per malattie uguali. La Puglia – ha aggiunto – sta facendo passi in avanti con tavoli tematici come quello della Asl Lecce. La ricerca e le buone pratiche stanno finalmente decollando, anche grazie al lavoro di coinvolgimento della cittadinanza attiva”.

Un lavoro sanitario e culturale apprezzato da Giancarlo Ruscitti, direttore del Dipartimento della Salute della Regione Puglia: “Le attività della Asl Lecce – ha confermato – si inseriscono perfettamente nel Piano di riforma della Sanità pugliese, che mira ad adeguarsi ad uno scenario profondamente mutato. E’ cambiata la popolazione pugliese, che sta invecchiando rapidamente ed è finito il mito della Puglia giovane: un cambio radicale anche rispetto ad una rete di ospedali per acuti, realizzata sostanzialmente per una popolazione giovane. Il Riordino sposta risorse economiche sul territorio e ridisegna la rete per le acuzie. La Puglia deve affrontare le fragilità legate alla solitudine, agli anziani, per questo servono strutture adeguate ma prima ancora è necessario un intervento sul territorio, dove è possibile curare le persone a casa ed esistono forti realtà capaci di fornire assistenza”.

Rispetto alle differenze di genere, Ruscitti ha sottolineato che “la personalizzazione delle terapie si sposa con il Piano di riordino, soprattutto in campo oncologico, che qui a Lecce ha un importante Polo dotato di uno Spazio Benessere in grado di dare una risposta in più alle donne in termini di benessere e assistenza.  I pugliesi sono accoglienti ma quando si entra in un ospedale cambia qualcosa: è qui che dobbiamo migliorare. Dobbiamo lavorare sulla cultura della rete e della collaborazione, offrire anche negli ospedali la cortesia, una parola o un gesto in più. Nella Sanità non dobbiamo essere solo tecnici – ha concluso Ruscitti – ma anche empatici, avere attenzioni nei confronti di tutti i pazienti, delle donne e dei bambini, come stiamo facendo sul tema caldo del parto, dove servono strutture adeguate e sicure pronte a rispondere ad ogni evenienza”.

Condividi
Redazione
#raccontiamolapuglia. Quotidiano online indipendente di carattere generalista con un occhio particolare alle tante eccellenze della nostra regione.

Nessun commento

Commenta l'articolo