Melendugno come Auschwitz, Fitto: “non bastano le scuse, le parole sono come pietre”

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Dopo l’infelice battuta di Michele Emiliano sul cantiere Tap di Melendugno e le relative scuse, arrivano le accuse di diversi esponenti del centrodestra.

“Con la battuta sul cantiere Tap paragonato ad Auschwitz, Michele Emiliano si conferma re delle figuracce: populista e demagogo, il presidente della regione ha elevato il cattivo gusto a prassi politica”. Lo dichiara il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto. “Le scuse imbarazzate e tardive non bastano a cancellare la ew. Un atteggiamento irresponsabile, da cui escono male sia la Puglia, che Emiliano purtroppo rappresenta, sia la magistratura di cui fa parte”, conclude.

Ancora più duro il presidente nazionale di Direzione Italia, Raffaele Fitto. “Non bastano le scuse. Le parole, specie se dette da un’istituzione, sono pietre e una volta scagliate colpiscono e feriscono”.

“Non è la prima volta – dice Fitto – che il presidente Emiliano di fronte alla sua totale incapacità e inadeguatezza a governare vicende pugliesi le paragona alla Shoah. L’ha fatto a Bruxelles parlando di abbattimento di ulivi colpiti da Xylella e ora paragonando il cantiere Tap di Melendugno ad Auschwitz”.

“E allora lo invito a prendere le foto del campo di concentramento e quelle del cantiere del Tap e vediamo se sono identiche: vediamo se ci sono i forni crematoi, se ci sono i bambini e le donne separate dai loro uomini e mandati a morire solo perché  ebrei, vediamo se c’è la stessa disperazione nei volti dei milioni di prigionieri innocenti e i NO TAP.
Non voleva dirlo? Non doveva neppure pensarlo”.

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