La memoria nascosta dell’acqua, un convegno sui sabotaggi all’Acquedotto Pugliese

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Si è tenuto a Bari, nella sala Conferenze di Acquedotto Pugliese, l’incontro La memoria nascosta dell’acqua – Sabotaggi e stragi all’ombra dell’Acquedotto Pugliese durante la ritirata nazifascista del ‘43.

All’incontro hanno partecipato Nicola Costantino, Amministratore Unico di Acquedotto Pugliese, Giuseppe Gesmundo, Segretario Generale CGIL Bari, Angelo Summa, Segretario Generale CGIL Potenza, Claudio Vincelli, Comandante della Legione Carabinieri della Puglia e lo storico Vito Antonio Leuzzi, Direttore IPSAIC (Istituto pugliese per la storia dell’antifascismo), che ha presentato i risultati di una ricerca storiografica sugli episodi di sabotaggio perpetrati ai danni dell’acquedotto nel corso del settembre ’43.

La più rilevate opera pubblica nazionale del primo Novecento, l’Acquedotto Pugliese, (uno degli acquedotti più lunghi del mondo al tempo della sua realizzazione) che ha svolto e svolge una funzione strategica per lo sviluppo economico e civile di parte del mezzogiorno d’Italia, è stata oggetto nel corso del secondo conflitto mondiale di diversi tentativi di distruzione.

Sotto il profilo tecnico il canale principale costituiva con i suoi 244 chilometri un modello “ardito” di realizzazione tecnica considerando il trasporto per azione naturale di così rilevanti volumi di acqua dalla sorgente del Sele, collocata nell’Irpinia, fino a Villa Castelli, una delle ultime alture della Murgia meridionale, dove aveva inizio la piana salentina. L’Acquedotto rappresentava un agente strategico per la vita civile ed economica e in quanto tale obiettivo sensibile di assoluta rilevanza.

Da recenti indagini compiute dell’Istituto pugliese per la storia dell’antifascismo, in collaborazione con l’Acquedotto Pugliese e la CGIL, Camera del Lavoro di Bari, emergono nuovi ed inediti aspetti sui gravi danneggiamenti all’Acquedotto.

 

Rilevante fu l’attività di informazione e di “intelligence” svolta da operai e tecnici dell’Acquedotto Pugliese e dai militari delle stazioni locali dell’Arma dei Carabinieri che al rischio della propria incolumità, segnalarono con tempestività, ai comandi militari italiani ed alle prefetture, i movimenti e le operazioni dei reparti germanici, scongiurando così danni maggiori.

Il Comandante Legione Territoriale Carabinieri si rivolgeva con queste parole al Prefetto di Bari per ringraziare i dipendenti di Acquedotto Pugliese del prezioso contributo fornito:

Pregasi cortesemente l’Eccellenza il Prefetto esprimere per il tramite della Direzione dell’Acquedotto Pugliese il vivissimo compiacimento dello scrivente al Sig. Bartinelli Francesco e figlia Leonarda addetti al centralino telefonico dell’Acquedotto in Corato, perché con grave rischio e pericolo personale, hanno mantenute le comunicazioni telefoniche tra questo comando e quello della stazione dell’Arma di Corato ed altre viciniori, durante l’occupazione delle forze tedesche…

Nel corso del secondo conflitto mondiale le azioni di sabotaggio in Europa che riguardarono l’approvvigionamento idrico di una certa rilevanza strategica furono sostanzialmente tre e coinvolsero: l’acquedotto di Parigi, l’acquedotto di Firenze e, appunto, l’Acquedotto Pugliese.

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Redazione
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