Minervini a Renzi: no a sblocca Italia bloccando la Puglia

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Mentre nel centrosinistra i livelli di scontro tra Sel e Pd sono ai massimi storici, in attesa delle primarie per la scelta del candidato presidente della giunta, salgono le polemiche anche tra gli esponenti pugliesi del Pd ed il governo Renzi. Nemmeno un anno fa proprio Guglielmo Minervini elogiava Matteo Renzi, spiegando perchè bisognava votarlo come segretario Pd: “nonostante tutte le incognite, soprattutto il gigantesco assalto alla diligenza che si è scatenato, pone una scommessa al PD e al paese: introdurre un altro sguardo sulle cose, interpretato da un’altra generazione. Chiede rotture profonde, scelte coraggiose, audacia verso il futuro. Un PD che sta di qui e non di lì. Un PD che interpreta la domanda radicale, profonda di cambiamento”.

Le cose cambiano, però, quando Renzi, ormai al Governo, parla di Tap (che in Puglia è vista come il fumo negli occhi, soprattutto in campagna elettorale) o di autorizzazioni a nuove trivellazioni in Adriatico (confermando quanto fatto dai governi precedenti, cosa che è invisa a tutta la popolazione pugliese, trasversalmente politica).

Nel giro di 12 mesi si passa dalle scelte audaci e coraggiose alle lacerazioni traumatiche.

Argomenti che fanno audience, ma è bene ribadirlo.

“Se fosse vero che il decreto Sblocca Italia spiana la strada per chiudere la discussione su ogni ipotesi di alternativa localizzativa del gasdotto Tap e per autorizzare le trivellazioni petrolifere nel mare Adriatico, allora si consumerebbe una lacerazione traumatica. Ancora una volta il Sud pagherebbe tutte le vistose contraddizioni e gli enormi ritardi accumulati dai diversi governi nazionali che si sono susseguiti nella gestione di queste vicende”. Così Guglielmo Minervini, candidato alle primarie del Centro sinistra per la presidenza della Regione Puglia interviene in merito alle indiscrezioni sul testo del decreto legge sottoposto al Consiglio dei Ministri.

“Non si sblocca l’Italia, bloccando la Puglia – continua Minervini – e il nostro paziente lavoro di costruzione di uno sviluppo diverso. Non si sblocca l’Italia, bloccando il dialogo con le istituzioni e le comunità del territorio. Produciamo il doppio dell’energia che serve alla Puglia. Significa che la Puglia da al Paese un contributo senza pari. Non siamo la regione del no. Ma non siamo nemmeno la regione del si a ogni costo. Sappiamo quello che si può fare. E dove. E la testa non l’abbassiamo. Vorrà dire che resisteremo in tutte le forme”.

E proprio su questo Minervini lancia un appello ai parlamentari pugliesi del Pd: “Spero ci sia anche un Pd che voglia resistere pronunciando parole chiare, nette e magari attivando tutte le rappresentanze parlamentari e di governo per evitare che si consumi questa frattura lacerante. Anzi, visto che ci siamo, sarebbe opportuno che il Pd lanciasse un’iniziativa forte per coinvolgere tutte le altre forze politiche del centrosinistra presenti in parlamento. Sarebbe un modo per dire chiaro e tondo che c’è il centrosinistra e che viene prima la Puglia. E i pugliesi”.

Chissà se a Roma la pensano nello stesso modo. Non risulta particolarmente presente, infatti, un pugliacentrismo in Parlamento.

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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