Minervini attacca il Pd. Le liste provinciali? Uno schiaffo alle donne

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Pd contro Pd. Una lotta tutta interna nella corsa al primato regionale verso le elezioni della prossima primavera. Minervini contro Emiliano, tutti e due contro gli apparati e le correnti, salvo poi farsi immortalare in posa fraterna durante i lavori dell’assemblea regionale. Oggi si scopre che Minervini era completamente all’oscuro della composizione delle liste per le prossime elezioni provinciali in Puglia. Ed attacca il Pd (e quindi Emiliano) accusandolo di correntismo ed apparatismo.

Che il Pd al suo interno sia in “fermento” lo dicono i fatti ormai da anni. Basti ricordare i due clamorosi esempi di Enrico Letta e Matteo Renzi, che proprio dall’interno hanno raggiunto il premierato defenestrando un proprio compagno di partito. Basta leggere i giornali di questi giorni, in cui Renzi e Bersani litigano come cane e gatto.

Ma torniamo alle cose di casa nostra. A Minervini le scelte del Pd proprio non vanno giù, e parla di un vero e proprio schiaffo alle donne, riaffermandosi portavoce del diritto alla parità di genere (cosa che proprio il Pd ha affossato l’anno scorso in Regione) e legittimario al voto di chi nell’apparato del Pd non si riconosce (ma lui di questo apparato ne è membro interno eccome…).

“Tre donne candidate in Provincia di Bari, di Lecce e nella BAT, 2 a Brindisi e 5 a Foggia:  le liste del Partito Democratico alle elezioni provinciali sono uno schiaffo alle donne”.

Lo dice in una nota l’assessore regionale Guglielmo Minervini, che mentre l’altro giorno parlava del Pd in prima persona, durante l’assemblea regionale, oggi passa abilmente all’uso della terza persona singolare, in uno slalom speciale dettato dalle regole della campagna elettorale.

“Fa specie – continua Minervini – che il partito pugliese si mostri impermeabile a quello che è un tratto distintivo del Pd a livello nazionale e che ha contribuito al suo rafforzamento: il rinnovamento generazionale e la parità di genere, come un fattore irrinunciabile del cambiamento della politica. Se vogliamo riportare il Pd al 15% la strada è proprio questa”.

Si tratta – insiste Minervini – di una scelta assurda, grigia, correntizia. In cui sembrano, ancora una volta, vincere equilibri d’apparato nella composizione della liste e non la necessità di portare nelle nuove province la cultura e il punto di vista delle donne.

“Il nostro Partito Democratico – sottolinea Minervini – è un partito che crede nelle persone, e in particolare nei giovani e nelle donne, nel contributo eccezionale che possono dare. Tanti sono gli esempi, ormai. Questi stessi dieci anni di governo recano l’impronta incisiva lasciata dalle assessore. Con politiche decisive e strategiche. Pensavamo che questa strada fosse ormai irreversibile. Evidentemente e purtroppo così non è”.

E’ abbastanza chiaro quali sono i voti interni al Partito Democratico che Minervini sta cercando di sfilare a Michele Emiliano?

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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