Il Ministro Boschi e il mazzo di rose “nere”

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Dibattito acceso sulla Costituzione in casa PD. Con il Ministro Maria Elena Boschi che attacca la minoranza dem, rappresentata da Gianni Cuperlo. Così alle imbeccate sull’abbraccio per il al Referendum di Ottobre sulla riforma costituzionale assieme a Verdini, la Boschi ha risposto: “Chi vota No, vota come CasaPound”.

Polemica sui social, in tv, sui giornali, e grandi riflettori accesi sullo storico movimento sociale di destra che mai aveva avuto cotanta visibilità sul grande schermo. Se accoppiate a questo l’exploit avuto a Bolzano da CasaPound, con il 6,67% di lista e tre consiglieri comunali eletti, allora davvero dev’essere un momento fortunato per la destra identitaria.

Il vice-Presidente Simone Di Stefano ha così commentato le parole del Ministro: Manderemo alla ministra un bel mazzo di rose rosse. E la invitiamo anche a CasaPound per un dibattito sulla Costituzione, mentre il governatore altoatesino Arno Kompatscher dopo le scelte dei bolzanini è sobbalzato sulla sedia: “E’ preoccupante che un movimento politico che si riconosce apertamente nel fascismo  abbia ricevuto così tanti consensi,  politica e società si adoperino per combattere le tendenze estremistiche.”

Bolzano è tornata dopo un solo anno al voto e 6 mesi di commissariamento. Dal 2015, il salto in avanti dei “neri” in termini elettorali è stato del 300%, e i candidati consiglieri eletti si confermano come i più suffragati in assoluto anche in termini di preferenze personali.

Un successone insomma, che premia il lavoro svolto sul territorio, il supporto alimentare per le famiglie italiane indigenti, e la soluzione fattiva delle istanze.

A Labaro ad esempio ieri (10 maggio, ndr), zona di Roma, una giovane ragazza aveva sporto denuncia per l’occupazione abusiva del proprio appartamento da parte di alcuni immigrati. CPI, ha fatto irruzione sgomberando l’appartamento, cambiando serratura e riconsegnando alla legittima proprietaria l’abitazione.

Non sono azioni che passano inosservate in un Paese dilaniato dalla guerra tra poveri nei quartieri e nelle periferie. E’ evidente che più persistono e si consolidano le inefficienze burocratiche, sociali e legali, più ribolle la convinzione che solo con azioni forti, non sempre nel perimetro della legalità, si possano cambiare le cose.

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