A Monopoli è in mostra un Eden macabro e compiaciuto

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Gilda - Pierpaolo Miccolis

Per “gilda” di solito s’intende un raggruppamento corporativo medievale sviluppatosi principalmente in area germanica a cavallo dell’anno 1000, un’associazione tra quanti esercitavano una determinata professione fondata su uno spirito di mutua assistenza, soprattutto nella difesa degli aderenti di una comune confessione religiosa.

Oggi invece il termine “gilda” diventa il sinonimo di un macabro sodalizio tra specie diverse di uccelli, di unione tra le più disparate razze volatili, che Pierpaolo Miccolis propone nella personale intitolata appunto Gilda, in cui l’artista presenta la sua nuova e del tutto inedita serie Tweet, allestita sino al prossimo 12 ottobre presso Lo Studio Arte Fedele di Monopoli.

Attraverso l’esposizione dei suoi acquerelli, ma anche dei suoi oli su tela – interessante discontinuità tecnica – e della sua grafica, Miccolis dimostra una spiccata sensibilità artistica e una sempre più consolidata maturità tecnica e stilistica, già manifestata peraltro in altre occasioni, come per esempio le mostre Fame d’Aria alla Galleria BluORG o Nella coda sta il veleno alla Fondazione Museo Pino Pascali. Con un’unica ma decisiva differenza, l’assenza, cioè, delle mutazioni genetiche e delle deformazioni, che lasciano il posto a una filologica e puntuale rappresentazione delle fattezze degli animali.

Nella galleria monopolitana viene esibito un percorso di ricerca personale che si muove, come afferma nel testo critico il curatore Roberto Lacarbonara, tra “realismo scientifico e tassonomico” ed “eloquente, vizioso ammiccamento pittorico”, componenti che contraddistinguono maggiormente la produzione dell’artista di Alberobello, da sempre attento a coniugare l’ornitologia all’acquerello, la scienza all’estro pittorico.

Uno sguardo rigoroso da esperto collegato a una raffinata mentalità di esteta che, in Gilda, porta alla realizzazione di un “bestiario perverso e negativo” formato da specie volatili che, divise dalle spietate leggi che regolano la natura, si ritrovano riunite in un’unica e maestosa aggregazione, formando insieme un’affascinante quanto terribile corporazione, “un coro sinistro di rapaci dalla forte individualità, senza alcun legame interspecifico, tenuti insieme da una dialettica pulsionale, erotico/tanatologica, che rende ogni volatile presago di morte e disfacimento”.

Un altro universo animale, un’altra realtà – alternativa e visionaria – si schiudono davanti agli occhi dello spettatore che, tra macchie di colore, sgocciolamenti e appena percettibili contorni delle figure, viene rapito e ingabbiato in questa quanto mai originale “gilda animale”.

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Nicola Zito
Dottore di Ricerca, collabora presso la Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università degli Studi di Bari.

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