Natuzzi, c’è l’accordo preliminare. Si alla cassa integrazione in deroga

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E’ stato sottoscritto ieri a Roma l’accordo, per il momento preliminare, in attesa di nuove riunioni e Bari per la stesura definitiva, dell’Accordo Quadro sulla Natuzzi e sui lavoratori in esubero.

“Finalmente possiamo  dire che nessun lavoratore  Natuzzi resterà per strada”. Esprime così  la sua gioia il presidente della Regione, Michele Emiliano appena appreso della sottoscrizione, presso il ministero dello Sviluppo Economico, dell’Accordo  Quadro   relativo all’azienda di Santeramo leader nel settore dei salotti imbottiti.

“Ci rende particolarmente orgoglioso – continua il Presidente- il fatto che la soluzione adottata  sia frutto della elaborazione delle proposte del tavolo della Task force  pugliese dove Sindacati ed Azienda hanno saputo costruire le premesse per l’intesa preliminare,resa possibile dal lavoro appassionato delle strutture regionali del Lavoro, dello Sviluppo  e della Formazione Professionale a sostegno della vertenza”.

Il piano – che prevede la lavorazione del taglio del poliuretano per le imbottiture dei divani presso lo stabilimento di Ginosa (che inizialmente avrebbe dovuto essere dismesso), con investimenti per 5 milioni di euro – consentirà la riassunzione dei 215 lavoratori attualmente in esubero, Intanto per i lavoratori scatterà la CIG della Regione Puglia. Il Piano industriale, infatti, sarà sostenuto  dal ricorso alla cassa integrazione in deroga, in gestione regionale.

Nei prossimi giorni, e comunque  entro metà dicembre, tornerà a riunirsi il tavolo regionale coordinato da Leo Caroli, per la sottoscrizione dell’Accordo attuativo.

“ Chiaro- sottolinea in ultimo il Presidente- che ammortizzatori sociali, piani di riqualificazione professionali ed impegno della Regione  rimango strettamente legati al reale stato di avanzamento del Piano Industriale, costantemente monitorato e sottoposto a verifica”.

“Grazie all’impegno e alla responsabilità di tutte le parti coinvolte, siamo riusciti a dimostrare che si può ridare un’opportunità di lavoro anche a collaboratori che erano fuori dall’attività produttiva da oltre 12 anni”, ha detto dall’azienza Antonio Cavallera, responsabile risorse umane di Natuzzi.

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