Altolà compagni: niente Primarie! E domani si tratta. Centrosinistra nel caos

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Giornata caldissima per il centrosinistra pugliese. Prima il tavolo delle primarie rischia di saltare. Anzi, salta. Dopo parte l’operazione di taglio e cucito alla ricerca dell’unità perduta e che forse non c’è mai stata in questi ultimi mesi. Emiliano tira dritto per la sua strada, Stefàno si defila, anzi “viene defilato” dalle primarie, Minervini si dice dispiaciuto, Introna e Decaro fanno i pompieri… ci sono tutti gli ingredienti per un thriller che promette di fare il pienone ai botteghini in tutta la Puglia nel prossimo fine settimana.

Primarie si, primarie no. Non si capisce più nulla. Oggi salta il tavolo del centrosinistra, che poi dovrebbe essere di sinistra, visto che il centro è il fumo negli occhi. Mentre si stanno allestendo i seggi nei Comuni di tutta la Puglia arriva la bomba: “Allo stato il centrosinistra non c’è più, le primarie non si fanno”.

E’ l’annuncio fatto dal presidente della Regione Puglia e leader di Sel, Nichi Vendola, a conclusione di un vertice di maggioranza tenuto nel pomeriggio a Bari in cui rischia di saltare, a meno di 48ore dall’appuntamento con il voto, l’intero sistema delle primarie di centrosinistra. In realtà non si tratterebbe di interrompere le primarie, ma di sfilarsi dalla competizione con il proprio “cavallo” Dario Stefàno, trasformando la questione-primarie in una cosa tutta interna al Pd.

Una mossa per evitare di contarsi, la strategia per evitare l’inclusione dell’Udc, un trappolone per Michele Emiliano?

A non andare giù a Vendola (ma nemmeno a Guglielmo Minervini) la decisione, tutta personale, dell’ex sindaco di Bari di inglobare nel carrozzone del centrosinistra anche l’Udc. Apriti cielo!

Guglielmo Minervini si è subito detto “profondamente dispiaciuto che Vendola e Sel si siano sfilati dalle primarie e dalla coalizione”. “Siamo stati i primi – prosegue Minervini – a denunciare il rischio di snaturamento del centrosinistra a causa della spregiudicatezza di Michele Emiliano”.

“Il centrosinistra – prosegue Minervini – è soprattutto un popolo che domenica vuole partecipare e decidere per vincere i sistemi d’interesse e le loro truppe cammellate. Le battaglie si vincono sul campo, dimostrando la superiore forza della passione e dell’entusiasmo. Noi lotteremo. Per la Puglia e per i pugliesi. In maniera intransingente anche domenica, nei seggi, pronti a denunciare ogni forma di inquinamento del voto per primarie sane, limpide, trasparenti e che siano davvero una festa della democrazia”.

Parla di invito alla responsabilità Dario Stefàno: “Avverto l’urgenza di ritornare, con parole ferme e chiare, sul delicato passaggio politico apertosi in queste ore a causa dell’annuncio unilaterale del PD, senza il preventivo assenso delle altre forze politiche, di allargamento della coalizione all’Udc. Una decisione che considero gravemente sbagliata per le ragioni già espresse: di metodo, perché esprime una concezione proprietaria del centrosinistra che mortifica il profilo di un’esperienza di governo che tanto bene ha fatto alla Puglia in questi dieci anni; di merito, perché costruita su una valutazione politica dell’amministrazione Vendola che è in totale distonia con il documento sottoscritto da tutte le forze politiche impegnate in queste primarie”.

Ma Stefàno, che di Vendola è stato a lungo braccio destro in Regione, e con cui è tutt’ora legato a triplo filo, rilancia ed addossa la responsabilità interamente al Pd. “Di fronte alla richiesta di un chiarimento espressa dal Presidente Vendola oggi con la convocazione del tavolo di coalizione, il Pd s’è sottratta al confronto rinviando tutto a dopo il voto di domenica. Una provocazione ulteriore. Si ha l’impressione che Emiliano voglia fare saltare il vincolo di appartenenza che finora ha retto a passaggi difficili e complicati grazie al senso di responsabilità di tutti”.

“L’auspicio – conclude Stefàno – è che la coalizione del centrosinistra nella riunione di domattina ritrovi il bandolo della matassa per proseguire un progetto politico e di coalizione che continui a rappresentare un laboratorio di cambiamento”.

Buttano acqua sul fuoco Antonio Decaro ed Onofrio Introna, che all’unisono sperano che “il tavolo del Centrosinistra pugliese è autoconvocato per domani alle 10. Siamo certi che prevarranno le ragioni del buon senso politico e che si potrà così riprendere speditamente il percorso delle cose da fare insieme e degli obiettivi da raggiungere nell’interesse della Puglia e dei pugliesi”.

Domani, nella sede regionale del Pd è convocato il tavolo del centrosinistra per un urgente chiarimento politico in vista delle primarie del 30 novembre, alla stessa ora in cui Emiliano aveva previsto la sua conferenza stampa pre-primarie, ma in Piazza Chiurlia a Bari. Dove andrà Michelone? E dove il codazzo che in questi giorni lo segue costantemente avanti e indietro per la Puglia?

Di certo stasera non sappiamo se domenica si andrà davvero a votare, se tutti i soldi spesi per questa lunga campagna elettorale per le primarie troveranno il loro momento di sussistenza nel voto dei pugliesi di centrosinistra e se si continuerà ad imitare il tanto simpatico “Tafazzi” pronto a colpirsi nei genitali con una bottiglia di plastica.

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