Norman Atlantic: 11 morti, 179 dispersi. I numeri della Procura di Bari

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Undici morti accertati, ma soltanto nove corpi recuperati. 179 persone sono ufficialmente disperse, ma per molte si hanno speranze che possano trovarsi in salvo sui mercantili che hanno soccorso il traghetto.

Giuseppe Volpe, il capo della procura di Bari competente per le indagini, ha spiegato in conferenza stampa i numeri del disastro: le persone a bordo erano 499 e c’erano anche numerosi clandestini, nascosti nelle stive. Il timore, per Volpe, è che “recuperato il relitto troveremo a bordo altri morti”. Di 179 persone non si hanno notizie, “forse sono sui mercantili”, ha continuato il procuratore. Sono stati inoltre acquisiti i verbali  “delle persone ascoltate e i telefonini che avevano ripreso immagini nave naufragata”.

Per due delle 10 vittime del Norman Atlantic “non è stato possibile il recupero delle salme”, che sono disperse in mare. L’autorità giudiziaria di Tirana, ha precisato ancora Volpe, ha accolto la rogatoria internazionale disposta dalla procura di Bari che ha disposto il sequestro del traghetto per le indagini del caso.

Un tweet della Guardia costiera fa sapere che tra le dieci vittime accertate ci sono tre italiani. Sono tre dei quattro camionisti italiani che risultavano dispersi. I loro corpi sono stati riconosciuti dai parenti. Sono anche morti due marinai albanesi che si trovavano a bordo di un rimorchiatore impegnato nei soccorsi.

“Fare previsioni sul numero dei dispersi, l’abbiamo detto anche al ministro greco, ci sembra assolutamente prematuro. I numeri sono ballerini”, ha ribadito il ministro Lupi, sottolineando di non voler fare alcuna polemica. Si stanno svolgendo adesso “tutti i riscontri” e “sarebbe sbagliato” fornire delle cifre, ha aggiunto. Ad una domanda dei giornalisti sulla eventuale presenza di clandestini a bordo, la Guardia costiera fa sapere che “sono in corso accertamenti”.

Intanto sono tre le procure pugliesi che indagano sul naufragio. Tre le inchieste aperte. Dopo l’arrivo in tre province pugliesi dei naufraghi e dei corpi delle prime vittime, ad attivarsi sono state le procure di Bari, Brindisi e Lecce che indagano per naufragio, omicidio e lesioni colposi.

La procura di Bari, che ha ascoltato i primi testimoni, ha iscritto nel registro degli indagati il comandante, Argilio Giacomazzi, e l’armatore della nave, Carlo Visentini, ipotizzando i reati di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Al centro degli accertamenti, ci sarà l’individuazione della causa dell’incendio, le modalità della gestione dell’emergenza a bordo, e, soprattutto la regolarità e adeguatezza delle dotazioni di sicurezza della nave.

Problemi al riguardo, e in particolare sulla efficienza delle porte tagliafuoco, erano stati segnalati dall’organizzazione internazionale Paris Mou che aveva ispezionato la nave dieci giorni fa a Patrasso, in Grecia. Sulla scheda di ispezione le porte risultavano malfunzionanti. Un problema che, secondo l’armatore della nave, Carlo Visentini, riguardava solo una delle porte e che era stato “immediatamente eliminato”.

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Redazione
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