Bracconaggio nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia, condanna per un terlizzese

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Il contrasto e la repressione del bracconaggio rappresenta una delle principali attività delle forze dell’ordine (Guardia Forestale, Polizia Locale e Carabinieri soprattutto). Anche questa volta il fenomeno illecito si è verificato nell’area protetta del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Il caso riguarda l’imputato, A.M. di Terlizzi, che rispondeva del reato di uccisione di animali previsto dall’art. 544-bis codice penale per aver cagionato la morte di un piccolo cinghiale con modalità insidiose e crudeli, avendolo, dapprima, investito nottetempo con un veicolo fuoristrada, e, successivamente, finito con numerose coltellate.

Il Tribunale di Trani – Sezione Articolata di Ruvo di Puglia ha ravvisato la responsabilità penale del bracconiere e l’ha condannato alla pena (sospesa) di due mesi di reclusione e al risarcimento dei danni in favore della costituita parte civile Ente Parco (assistita dall’avvocato Francesco Rotunno), rinviando la liquidazione in sede civile.

Il Presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Cesare Veronico, ed il Direttore dell’Ente Parco, Fabio Modesti, in una nota congiunta “confermano l’impegno dell’Ente nella repressione del bracconaggio nel Parco con l’importante ausilio del CTA del Corpo Forestale dello Stato ed, allo stesso tempo, confermano l’impegno dell’Ente ad attuare al più presto il Piano di gestione del cinghiale adottato”.

La brutalità di questo generale fenomeno di sopraffazione dell’uomo sugli animali è testimoniata acutamente dal celebre scrittore russo Tolstoj sin dalla fine del 1800, in una lettera scritta a Elena Endreevna Telesova nel 1899 : “La vostra indignazione all’idea degli animali torturati e uccisi per soddisfare l’avidità umana non è sentimentalismo bensì un sentimento fra i più leciti e naturali – la compassione per gli animali è la più preziosa qualità dell’uomo e io come uomo sono tanto più felice quanto più la sviluppo in me”.

Nonostante siano trascorsi più di cento anni da questa straordinaria riflessione sul rispetto del sentimento per gli animali e si siano susseguiti nel tempo differenti interventi normativi di tutela, si assiste, tuttavia, ad un immutato palcoscenico culturale di cui ci si auspica una celere inversione di tendenza.

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