Ognissanti, il saluto e gli auguri del nuovo arcivescovo di Foggia

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Carissimi nel Signore,

“desidero ardentemente vedervi per essere in mezzo a voi confortato mediante la fede che abbiamo in comune, voi ed io” (Rm 1,11-12). Le parole dell’Apostolo esprimono bene i sentimenti che abitano il mio cuore.

In questo momento di grazia, la profonda gratitudine a Papa Francesco per la paterna benevolenza, la gioiosa testimonianza dei suoi eloquenti gesti e la luminosa parola.

Il fraterno saluto ai Pastori della Conferenza Episcopale Pugliese che ammiro come tessitori instancabili di comunione e stima reciproca. Non posso non commuovermi al ricordo della dedizione pastorale con cui, in questa terra benedetta, hanno seminato il Vangelo il Cardinale Corrado Ursi, che mi ha ordinato sacerdote, e il Cardinale Michele Giordano che mi ha ordinato Vescovo.

Il mio affettuoso grazie all’amato Arcivescovo Francesco Pio, guida serena e saggia, che, con il suo generoso servizio episcopale, ha reso la Diocesi di Foggia – Bovino autentica comunità del Risorto. A me è chiesto per grazia di continuare la sua opera e quella dei predecessori che hanno orientato il cammino della comunità diocesana in passato, come mons. Bernardino Maria Frascolla, mons. Fortunato Maria Farina, e, recentemente, come il Cardinale Salvatore De Giorgi, mons. Giuseppe Casale e mons. Domenico Umberto D’Ambrosio.

Vengo, cari amici, il prossimo 13 dicembre, a prendere dimora nella vita della “nostra” Chiesa particolare, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, principio e fondamento che avvolge di misericordia le nostre debolezze e tutto trasfigura e rinnova. E’ Lui che ci aiuterà a conoscere meglio il volto, i bisogni e le potenzialità di ogni persona, oggetto della Sua infinita tenerezza, opera meravigliosa delle Sue mani.

So che il Signore mi manda a una Chiesa singolare per storia e cultura, segnata dalla fede e caratterizzata da una solidarietà impegnata a costruire una società sempre più giusta e umana. Quanti fratelli tra noi sacrificano la vita e il loro tempo per amore: aiutano tanta gente a curarsi, accompagnano le persone rese schiave da diverse dipendenze, si prodigano nell’educazione di bambini e giovani, si prendono cura di anziani abbandonati, cercano di comunicare valori in ambienti ostili o si dedicano in molti altri modi, mostrando l’immenso amore per l’umanità ispirata dal Dio fatto uomo. Non temete. Nulla può impaurire coloro che vogliono seguire Gesù, perché certo è il suo sostegno.

Amiamo la nostra Chiesa che madre dal cuore aperto riconosce ogni uomo degno di premurosa accoglienza. Consideriamoci e consideratemi figlio di questa Chiesa, oltre che Pastore. Nella preghiera personale e comunitaria invochiamo lo Spirito Santo, perché mi aiuti a essere un figlio docile, spogliato di ogni interesse mondano, un figlio amorevole, capace di sentire con gli altri, un figlio semplice, lontano dalla vanità e dalla discordia, un figlio misericordioso che considera tutti più degni di sé, un figlio gioioso, consapevole che nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore.

Uniti nella preghiera, non ci mancherà la potente intercessione della Beata Vergine Iconavetere, quella di san Guglielmo e di san Pellegrino, di tutti i santi e i beati della Chiesa di Foggia-Bovino, alla cui protezione affido le nostre città e i paesi dell’Arcidiocesi, me e il mio ministero.

Tutti benedico di cuore.

Mons. Vincenzo Pelvi
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Redazione
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