Chi pagherà il mutuo di Renzi?

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Basterà il Jobs Act (tra l’altro con la spada pendente di un Referendum promosso dalla CGIL per abrogarlo) a ricollocare nel mercato del lavoro il novello ex premier Matteo Renzi?

E’ il dubbio amletico che attanaglia milioni di italiani. Ovviamente scherzo, però a Pontassieve e nel PD la preoccupazione è grande, forse più delle venture elezioni. Già, perché come ricostruito in una inchiesta giornalistica dello scorso anno dal settimanale Panorama, Matteo scuce 4.300 euro al mese per estinguere 800mila euro relativi a due mutui per due unità abitative, contratti nella sua lunga carriera politica.

Infatti più che di un disoccupato, potremmo parlare di un inoccupato, non ha mai svolto nessuna professione, è sempre passato da una poltrona all’altra. Presidente della provincia toscana, Sindaco di Firenze e Presidente del Consiglio.

Adesso però non gli rimane nemmeno un seggio parlamentare, ed i suoi Onorevoli e Senatori si sono offerti per pagargli in colletta la carica di Segretario di partito, ma ha rifiutato.

“Se perdo il Referendum con la politica ho chiuso”, pare che questa promessa non la manterrà e, per chi temeva finisse nelle grinfie retributive di qualche multinazionale (i più maligni dicono ne abbia fatti di favori), c’è da stare tranquilli. Sarà la scrittura a salvarlo dal fallimento.

Fuori!, Stil Novo e Oltre la rottamazione sono le prime tre fatiche letterarie vergate dal rottamatore. Ora, sempre secondo Panorama, c’è stata la firma in gran segreto per il quarto libro su questi mille giorni di Governo.

La Feltrinelli avrebbe già rifocillato con 100mila euro d’anticipo il Segretario, perché si sa, a stomaco vuoto si scrive male.

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