Paolo Borsellino e quell’agenda rossa scomparsa nel nulla

Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, cronisti giudiziari di razza, ricostruiscono, con grande dovizia di particolari e dettagli, gli ultimi 56 giorni di vita di Borsellino nel libro “L’agenda rossa di Paolo Borsellino”, edito da Chiarelettere. Preso atto della scomparsa della preziosa agenda, i due autori conducono una vera e propria inchiesta per provare a ricostruire ciò che il magistrato avrebbe potuto scrivere nei suoi appunti.

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Anno 1992, 23 maggio: il primo “botto”. Sempre anno 1992, 19 luglio: il secondo “botto”. Nell’arco di 56 giorni due stragi di stampo mafioso insanguinano la terra di Sicilia. Due date rimaste nella storia, con tanti misteri che ancora oggi offuscano fatti e personaggi ma non la memoria dei due magistrati assassinati, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nonché della moglie del primo e degli agenti di scorta di entrambi. Capaci e via D’Amelio costituiscono due tappe fondamentali per comprendere, o almeno per provare a farlo, il recente passato della storia d’Italia e gli attuali scenari. Con tante risposte ancora da cercare, tra le altre: che fine ha fatto l’agenda rossa di Borsellino, su cui il giudice annotava appunti, riflessioni, osservazioni sul suo lavoro e dalla quale non si separava mai?

Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, cronisti giudiziari di razza, ricostruiscono, con grande dovizia di particolari e dettagli, gli ultimi 56 giorni di vita di Borsellino nel libroL’agenda rossa di Paolo Borsellino”, edito da Chiarelettere. Preso atto della scomparsa della preziosa agenda, i due autori conducono una vera e propria inchiesta per provare a ricostruire ciò che il magistrato avrebbe potuto scrivere nei suoi appunti.

Attraverso il racconto di familiari, colleghi, magistrati, investigatori e pentiti,  Lo Bianco e Rizza riescono a dare ai lettori la sensazione di avere concretamente tra le mani l’agenda rossa, sparita nel nulla nei momenti immediatamente successivi alla strage di via D’Amelio. Come ben evidenzia Marco Travaglio nella sua prefazione al libro,  “questo non è soltanto un libro su un’agenda scomparsa.  Questo è soprattutto un libro su una storia scomparsa: la storia degli ultimi giorni di Paolo Borsellino”. Il ritratto di un uomo che pochi giorni prima di morire disse: “Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri”.

 

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