Parco Nazionale del Gargano – un appello per Grotta Paglicci

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Stefano Pecorella, presidente del Parco Nazionale del Gargano, ha espresso viva preoccupazione per le condizioni precarie e di instabilità strutturale nelle quali si trova il sito di Grotta Paglicci.

Grotta Paglicci è un giacimento risalente al Paleolitico – situato sul fianco meridionale del Gargano, in agro di Rignano Garganico, sulla riva destra del Vallone di Settepende e a 100 metri sul livello del mare – ricco di graffiti, rudimentali pitture parietali e impronte di mani. La grotta fu ininterrottamente abitata dall’uomo preistorico e solo per brevi periodi esclusivamente da animali, in un arco temporale compreso tra 200.000 e 10.000 anni fa. La parte più antica è rappresentata dal riparo esterno che si pensa possa risalire a 350-500.000 anni fa. Inoltre, all’interno, vi sono stati scoperti più di 45.000 reperti, quasi tutti conservati presso gli archivi della Soprintendenza archeologica di Taranto e nella mostra-museo di Rignano Garganico.

Dopo gli ingenti investimenti da parte dell’Ente Parco per la valorizzazione di questo splendido angolo di patrimonio storico e culturale del Gargano e l’attività del sistema universitario e della Soprintendenza dei Beni Culturali, che hanno faticosamente e con passione realizzato scavi e studi, oggi non si vuole assistere ad un crollo della volta di quella grotta che rappresenta la storia italiana, pugliese, e non solo garganica.

“Faccio appello a tutte le istituzioni e quegli Enti che hanno competenze dirette e specifiche che impegnino risorse e capacità professionali per consegnare Grotta Paglicci al futuro che merita – ha dichiarato Pecorella – Come Ente Parco abbiamo già da tempo pianificato e investito ulteriori risorse per la risoluzione di annose questioni burocratiche per la fruizione del Centro Visite così come al Museo. Lo abbiamo fatto in accordo con l’amministrazione che ha coinvolto anche il sistema associazionistico locale, consapevoli che solo l’ampia partecipazione alle scelte e’ l’unico viatico per affrontare la sfida della valorizzazione della nostra terra e dei suoi immensi patrimoni”.

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