La parità di genere, le riserve indiane, la legge elettorale e qualche dubbio piddino

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Un posizionamento in previsione di una probabile candidatura o il tentativo di influenzare le decisioni della maggioranza del consiglio regionale?

Sono forti le parole di Lia Azzarone, che parla esplicitamente di “presa per i fondelli” e di “truffa ai danni delle donne” nel caso dell’eventuale scelta del 50&50 nelle liste senza la doppia preferenza di genere.

“Se non introducono la doppia preferenza di genere, i consiglieri regionali uscenti non meritano di essere votati dalle donne e di essere rieletti”.

A parlare è la responsabile dell’Organizzazione della Segreteria provinciale del Pd di Foggia Lia Azzarone chiedendo “alle donne che dirigono e militano nel Partito Democratico di far sentire la propria voce per evitare l’ennesima marginalizzazione”.

“L’ultima trovata  – continua Azzarone – sembra essere l’introduzione della quota 50&50 solo per la composizione della lista. Una messinscena allestita per offrire alle donne un contentino e per ridurre la concorrenza tra gli uomini, tra i quali sarebbero ulteriormente agevolati gli uscenti”.

“Il cambiamento e l’innovazione o sono veri e producono effetti veri, o non sono. Questo non è cambiamento, non è innovazione. E’ una presa per i fondelli! Mi appello al segretario regionale Michele Emiliano e al capogruppo Pino Romano esortandoli a scongiurare che il Pd si sporchi le mani con una simile truffa politica. Ma se l’inganno dovesse riuscire – conclude Lia Azzarone – invito le donne del Partito Democratico a non candidarsi al Consiglio regionale”.

Ci chiediamo però se la Azzarone sia a conoscenza delle istanze portate avanti dal Comitato per la Parità di Genere, e su quali siano gli effettivi obiettivi che il Consiglio regionale intende porre, e soprattutto quale sia la posizione del Pd a riguardo.

L’accordo, infatti, prevederebbe la possibilità di allargare la partecipazione alla competizione anche alle donne in maniera perequata rispetto all’altro sesso. Detto questo poi starebbe alle donne, come agli uomini, andarsi a conquistare ogni singolo voto necessario per farsi eleggere. D’altronde è stato più volte detto anche da fonti molto autorevoli che le esperienze con la doppia preferenza di genere non hanno fatto altro che confondere, e parecchio, l’elettorato, non arrecando di fatto alcun vantaggio a nessuna donna.

La parità di genere, a nostro modesto avviso (ma non solo) si raggiunge con la parità di opportunità nell’accesso alla partecipazione democratica alle elezioni. Il resto ci sembra soprattutto il volersi ostinare a creare una riserva indiana fuori tempo massimo.

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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