Parlamentari pugliesi in Consiglio lunedì 27: frequenze tv e no alle trivelle

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Le tv locali pugliesi rischiano la scure dell’Agcom per evitare una multa dell’Unione Europea in ordine a potenziali interferenze. Il tutto mentre in Puglia la Rai continua ad essere vista a macchia di leopardo e, soprattutto di sera, in maniera davvero discontinua. Ma questo, evidentemente, ai garanti ed ai vertici ministeriali interessa poco o nulla.

Parlamentari pugliesi in Consiglio regionale, a Bari, lunedì 27 ottobre, su invito del presidente Onofrio Introna, per affrontare il rischio-soppressione di 12 delle 18 reti digitali televisive pugliesi, a causa delle interferenze oltre Adriatico, e per rinsaldare il fronte comune del Sistema Puglia contro le trivelle in mare.

Un appuntamento diviso in due sessioni. La prima, alle 10, sarà dedicata ai problemi urgenti posti dalla recente delibera dell’Agcom (Autorità nazionale garante per le comunicazioni), che ha rivisto il piano nazionale di assegnazione delle frequenze televisive, per evitare le sanzioni comminate dall’UE a causa dei disturbi ai segnali televisivi irradiati verso i Paesi comunitari confinanti. L’applicazione del provvedimento Agcom comporterebbe lo “spegnimento” di numerose emittenti private pugliesi, con pesanti ricadute sul pluralismo dell’informazione locale e sull’occupazione di giornalisti, tecnici e dipendenti delle aziende televisive, soprattutto considerando che le stesse emittenti operano su assegnazione del Ministero secondo le norme e le graduatorie.

Il punto centrale della questione è la soluzione prospettata. Si è infatti deciso di intervenire con la scure. Eliminando semplicemente tutte le frequenze che possono anche ‘parzialmente’ (o persino ‘potenzialmente’) interferire con l’estero e per giunta prevedendo indennizzi (20 milioni) assolutamente inadeguati per chi effettivamente voglia uscire di scena.

Oltre a deputati e senatori pugliesi, interverranno i componenti dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio, i capigruppo, i consiglieri regionali, il presidente del Corecom Puglia, l’Ordine dei Giornalisti, l’Assostamnpa, CGIL, Cisl, Uil e i rappresentanti delle imprenditori delle antenne private e delle organizzazioni di settore.

A conclusione, parlamentari e consiglieri si soffermeranno sulla battaglia per il mare e l’ambiente, che il Parlamento pugliese conduce unitariamente da anni, a difesa dell’Adriatico e dello Ionio dagli idrocarburi che le multinazionali vorrebbero estrarre davanti alle coste (il petrolio nei fondali italiani è “amaro”, “pesante” e soggetto a intensi processi di raffinazione, al contrario di quello di qualità, negli Emirati, “dolce” e “leggero”).

Il presidente Introna ha accolto la proposta di Legambiente, WWF e Greenpeace di un confronto allargato alla componente parlamentare sulla politica nazionale di sfruttamento di giacimenti terrestri e marini di gas e petrolio, accelerata dal decreto “Sblocca Italia” del Governo, in fase di conversione in legge. Parte dell’appuntamento di lunedì si rivolgerà quindi alla moratoria dello sfruttamento dei mari italiani a scopi petroliferi. Interverranno le Associazioni ambientaliste impegnate col Consiglio regionale nella campagna contro le trivelle e per le energie pulite.

Entrambi gli argomenti dell’incontro sono l’oggetto di due ordini del giorno unitari, approvati dal Consiglio regionale nella seduta del 14 ottobre.

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Redazione
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