Partiti e Democrazia: la due giorni di studio a Bari [VIDEO]

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Una distanza, quella tra i Partiti e l’elettorato, che in questi ultimi anni è andata enormemente (e preoccupantemente) ampliandosi. Non soltanto perchè i partiti rappresentano “il male assoluto” o per una disaffezione diffusa dei cittadini dalla politica attiva. Ma soprattutto perchè non è mai stato completamente realizzato il modello teorizzato dai costituenti che faceva (e fa ancora oggi) dei partiti uno strumento di partecipazione regolamentata alla vita pubblica.

Cancellata dall’uso (e dall’abuso) la parola “regolamentata” è venuta meno anche la partecipazione.

Cosa fare? Come risolvere questo impasse? Se ne è parlato per due giorni a Bari nell’Università “Aldo Moro” dove l’Ateneo, insieme alla Fondazione Giuseppe Tatarella, ha voluto affrontare il delicato tema tanto forte da suscitare l’oblio pressocchè totale dei politici di cui nemmeno l’ombra ed il profumo si è sentito nell’Aula Magna barese.

“Quello della regolamentazione giuridica è un tema fondamentale per il futuro della democrazia nel nostro Paese e trovo davvero apprezzabile che la Fondazione Tatarella e l’Università Aldo Moro abbiano voluto dedicarvi queste due giornate di studio” lo ha affermato nel suo intervento conclusivo il Presidente emerito della Camera dei Deputati, on. Luciano Violante, che ha anche voluto ricordare l’on. Giuseppe Tatarella, “amico ed avversario politico, col quale più volte mi sono scontrato e confrontato, ma che ricordo come un uomo di partito, che credeva fortemente nella funzione democratica dei partiti, come luogo di mediazione degli interessi e deputato dalla stessa Costituzione a determinare la politica nazionale e a formare e selezionare le classi dirigenti del Paese”.

Oggi la situazione è molto diversa e deve molto preoccuparci la crisi dei partiti e della politica, che rappresenta un grave pericolo per la stessa democrazia, la quale non conosce ancora uno strumento diverso che consenta ai cittadini di riunirsi democraticamente per concorrere liberamente alle scelte politiche del Parse. Secondo tutti i relatori intervenuti alle giornate di studio, provenienti da diverse università italiane e rappresentanti varie correnti di pensiero del costituzionalismo italiano, sia i diversi sistemi elettorali attuati o proposti in quest’ultimo ventennio, sia le varie forme di partito o di movimento in voga negli ultimi tempi, non hanno garantito un maggior tasso di democrazia e di partecipazione dei cittadini, che, anzi, sono stati espropriati in misura ancora maggiore dei loro diritti democratici. I partiti politici, da associazioni plurali, sono diventati sempre più spesso movimenti lideristici e personali.

Non fa eccezione nemmeno il movimento grillino che, pur affidandosi a una presunta democrazia del web, di fatto non ha regole certe e trasparenti, finendo per essere solo un’espressione unilaterale e personale del suo fondatore.

Stando così le cose non resta, e queste sono le conclusioni delle giornate di studio, che tornare alla Costituzione e all’art. 49, che dà rilevanza costituzionale ai partiti politici. È necessario e urgente, però, fissare con legge delle regole certe, che assicurino trasparenza, democrazia e legalità ai partiti politici. Fissare delle regole significa, in buona sostanza, dare un riconoscimento giuridico ai partiti, che oggi sono solo mere associazioni di fatto non riconosciute.

Alla Costituente, ha ricordato sempre Violante, questo non fu possibile per la reciproca diffidenza che albergava in entrambi gli opposti schieramenti politici, ma oggi potrebbe essere realizzabile, se nascesse dal basso e dai cittadini una forte spinta in tal senso, essendo scontato che i partiti, per loro conto, non avranno mai interesse a proporre una loro regolamentazione legale. E fra le ipotesi operative, a margine delle conclusioni di queste due giornate, spunta, oltre alla pubblicazione degli atti, anche l’idea di costituire un centro studi nell’ambito dell’Università, che si occupi permanentemente delle problematiche del partito politico e un’associazione civica, con il programma di impegnare anche i cittadini e soprattutto i giovani in una lotta per la trasformazione democratica e legalitaria dei partiti politici. Nel frattempo, la Fondazione Tatarella, accogliendo una proposta del prof. Beniamino Caravita di Toritto, pensa già a nuove giornate di studio dedicate alla città metropolitana, al suo statuto, alle sue funzioni, ai suoi poteri e anche al suo dimensionamento, posto che l’identificazione con il territorio provinciale è una delle criticità più evidenti della nuova legge.

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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