Pd, collaterali di un partito liquido

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Crollati sotto quota 100mila i tesseramenti dem. Un disastro totale, se si pensa alle oltre 500mila tessere dello scorso anno. Sparisce la base, il Partito Democratico non ha più la sua storica ed inossidabile spina dorsale, quella fedele che piaceva sempre a sé stessa e mai l’abbandonava.

Così, mentre i sostenitori di Renzi possono gridare con forza il risultato storico del 40 e passa per cento, i detrattori hanno mano libera nel potere osservare la desertificazione della struttura ossea dell’apparato. Sicilia, Basilicata, Molise, Sardegna, Puglia, nemmeno compaiono all’appello delle regioni che hanno avviato il reclutamento, e mancano un paio di mesi alla fine dell’anno. Le casse sono vuote, ed il malumore comincia a serpeggiare.

Con 7.200 circoli e 89 sedi all’estero, i piddini vantavano un’invidiabile  rete capillare di sostegno ed affetto verso la propria classe dirigente. La cosiddetta cittadinanza attiva, fondamentale per l’equilibrio di una società occidentale. Questo vuoto a destra, echeggia da vent’anni ma a sinistra, lo choc è plausibilmente compreso. Berlusconizzare, ha fatto sì che si carpissero voti mai dati al centrosinistra, però questo ha comportato la ribellione di chi oggi vede ogni vessillo e stendardo ideologico appeso al chiodo.

Un premier – segretario, così forte ed accentratore, che catalizza e macina media e vecchia dirigenza, digerisce i rimasugli di tutto ciò che c’era spazzando via un intero mondo ed imponendone uno nuovo, liquido snello e veloce. Nel breve, e se tutto dovesse andare bene, medio periodo, questo paga. Funziona, le urne si riempiono e tutti applaudono.

I nodi vengono al pettine quando la stella del leader si offusca. Come già ha dimostrato l’ex Cavaliere, nel momento in cui la tua parabola discende, con te porti giù tutto il partito con poche possibilità di resuscitarlo.

La storia è ciclica e così anche il modus operandi dei movimenti. Non c’è una soluzione buona per ogni periodo cronologico. Però possiamo affermare che, il film che sta andando in onda oggi nel Pd, a centrodestra è qualcosa cui si  è già giunti ai titoli di coda.

di Andrea Lorusso
Twitter @andrewlorusso

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