Pensionati, assemblea Spi Cgil a Bari. Pronti per il 25 ottobre a Roma

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“La storia ha dimostrato, e continua a dimostrare purtroppo, che i soprusi e le ingiustizie che negano l’agibilità democratica, prima o poi, generano ribellione, spesso disperata. Non penso assolutamente che in Italia la situazione abbia queste caratteristiche, ma il 50% di giovani disoccupati e con poche speranze nel futuro, gli oltre 7 milioni di poveri certificati, gli oltre 4 milioni di disoccupati sono una bomba che rischia di esplodere”, così Giuseppe Spadaro, Segretario generale SPI Cgil Puglia, durante l’assemblea regionale di ieri a Bari all’Hotel Excelsior, che ha coinvolto circa 400 pensionate e pensionati provenienti da tutta la Puglia, in vista della manifestazione nazionale del 25 ottobre.

Quindi un affondo diretto al governo rispetto alla riforma del lavoro proposta: “Di sicuro non saranno i giovani a beneficiare di una proposta di legge che tende a cancellare diritti conquistati dalle lotte sindacali e democratiche in tanti anni, anche in modo, a volte, drammatico”.

E al ruolo politico e sociale dei sindacati: “Se fino ad oggi il dibattito si è svolto in modo accettabile”, aggiunge Spadaro, “il merito va alle Organizzazioni sindacali che, con la sparizione dei partiti politici, tentano con buon senso mediazioni e aggiustamenti”.

Poi un passaggio sul ruolo sociale dei pensionati nelle famiglie (“questa spesso unico, insostituibile ammortizzatore sociale): “I pensionati dedicano in Italia il 33% del loro tempo ai bisogni dei figli, dei nipoti, dei genitori, mentre in Francia solo il 9% e in Olanda il 2%. Milioni di ore di lavoro per sopperire ai servizi che questo Stato non è in grado di garantire.  Come “ricompensa” le pensionate e i pensionati, perennemente sotto attacco, stanno contribuendo con più di cento miliardi  per affrontare questa drammatica fase”.

All’assemblea è intervenuto Ganni Forte, Segretario generale della Cgil Puglia:

Sviluppo, crescita e sostegno alle politiche industriali: questo serve al Mezzogiorno, alla Puglia. 350mila persona disperate non hanno più vista sul futuro. Pensiamo, non solo ai giovani senza lavoro, ma anche a coloro che perdono il posto di lavoro a 50 anni e non lo ritroveranno più. O a chi alla pensione non ci arriverà mai. I precari in Puglia sono 500mila persone: si tratta di lavoratori che sentono un’appartenenza al sindacato nonostante non siano iscritti, perché non hanno una delega tradizionale. Il nostro sindacato ha la capacità di aggregare sui luoghi di lavoro e sul territorio. Non a caso la Cgil è presa di mira, perché è una forza organizzata di rappresentanza unica nel Paese: non facciamo sconti a nessuno. L’obiettivo del 25 ottobre è di fare una grande manifestazione di popolo che metta al centro il lavoro”.

 “Prima di tutto la ripresa e il lavoro, gli investimenti e la buona politica”, ha puntualizzato nel suo intervento Sergio Perino, Segretario nazionale SPI Cgil, che ha concluso l’assemblea regionale di oggi all’Excelsior di Bari. Quindi un passaggio sull’articolo 18, “ il totem da bruciare”, simbolo ideologico di chi trae vantaggio dalla disgregazione e dalla contrapposizione tra pezzi della società: “Facciamoci una domanda semplice”, ha chiesto Perino: “Se dovesse davvero essere cancellato l’articolo 18, dopo, sarà più facile o più difficile fare il sindacalista in fabbrica? Secondo noi sarà più difficile, il lavoratore avrà paura di discriminazioni e di non avere gli strumenti per difendersi”. “Per questo noi siamo convinti che il sindacato vive, esiste e sarà più forte. Per questo – continua  il segretario nazionale dello SPI Cgil – Saremo in piazza il 25 ottobre per il lavoro la dignità e l’uguaglianza”.

“E ricordiamo anche al governo  – aggiunge Perino – che non abbiamo dimenticato la rivendicazione unitaria con Csil e Uil su fisco e previdenza: i pensionati pagano 1.300 euro in più all’anno di tasse rispetto a un lavoratore con pari reddito. È  inaccettabile. Faremo tre grandi manifestazioni su questi temi il 5 novembre a Milano Roma e Palermo”.

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Redazione
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