Pesca a strascico. Barche bloccate. E dopo 8 mesi, dove sono gli aiuti promessi?

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“A luglio del 2015, con decreto del ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, si deliberava l’arresto temporaneo obbligatorio delle unità autorizzate all’esercizio della pesca con il sistema a strascico. Sono trascorsi ben otto mesi per le marinerie, ma degli aiuti previsti a queste imprese non c’è neanche l’ombra. Ed è per questo che ho depositato una mozione da sottoporre al Consiglio regionale, affinché la Giunta pugliese solleciti con la massima urgenza la Presidenza del Consiglio dei Ministri per erogare le somme previste, tenuto conto anche della grave situazione economica in cui versa l’intero comparto”.

Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta. “Il fermo dell’attività –prosegue- stabilito nel decreto, è durato 43 giorni per i compartimenti marittimi da Pesaro a Bari e 30 giorni da Brindisi a Imperia. Ad oggi, circa 8 mesi sono passati  per le marinerie di Foggia, BAT e Bari, e 7  per le provincie di Brindisi, Lecce e Taranto. Un tempo trascorso inutilmente, senza che il governo nazionale ottemperasse all’impegno assunto e previsto dal decreto n.3/2015, che garantiva l’erogazione degli aiuti per i compartimenti che subivano il blocco dell’attività. Oltre al danno di una crisi profonda, tanto da non  consentire a tale comparto di garantire ai suoi operatori le condizioni minime di sostentamento, arriva, dunque, anche la beffa. Mi auguro  -conclude Gatta-   per lo straordinario rilievo economico e culturale che la pesca ha nella nostra Regione, che il Consiglio sostenga l’iniziativa e che la Giunta sappia far valere con tenacia e determinazione le ragioni degli operatori”.

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