Phenomenon, in Grecia l’evento artistico del collezionista barese

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Piergiorgio Pepe

Anafi non esiste, è un’apparizione. E’ l’invisibile che si rende visibile agli occhi del navigatore. In quest’isoletta delle Cicladi – che secondo la mitologia greca è apparsa d’improvviso agli occhi degli Argonauti – il collezionista barese Piergiorgio Pepe ha raccolto in questi giorni artisti e studiosi d’arte per un evento dal sapore misterioso: pittori e scultori arrivati da Berlino, New York, Parigi, sono da ieri ad Anafi per produrre le loro opere lasciandosi ispirare dai flutti del mare greco e dal vento dell’Egeo, per poi esporle nella Chora dell’isola a partire dall’11 luglio.

Il contrasto visibile/invisibile è uno dei temi centrali di questa estemporanea che si avvia a diventare un evento biennale nel mondo dell’arte contemporanea, pittorica e concettuale, dal titolo “Phenomenon”. Apparizione, appunto. Da cui anche il nome stesso di Anafi, che in greco significa “far apparire”. Ma anche “mostrarsi”, da qui il legame naturale tra quest’isola e l’esposizione artistica, una mostra che mai come in questi giorni di polemiche politiche può rivelare il potere divino di una terra magica, in grado di aggrapparsi al mito per dare un senso al mondo.

Phenomenon nasce dalla mente di Pepe e Jordanis Kerendis. Il collezionista barese oggi vive a Parigi e lavora come direttore Etica e compliance nell’industria farmaceutica, ha avviato la sua collezione privata nel 2007, entrando a pieno titolo nell’entourage dell’arte contemporanea parigina. Ama ancora Bari, i suoi colori, i suoi sapori, di cui non saprebbe far a meno, ritorna nel capoluogo levantino appena può, incuriosito e attratto dal nuovo profilo artistico che sta delineandosi intorno alla città, si pensi al polo artistico – previsto dall’assessore Silvio Maselli – tra il teatro Margherita, l’ex mercato e la sala Murat.

Sembra quasi che un evento artistico di questo rilievo, inaugurato all’indomani di un giorno così cruciale per la Grecia, quello del referendum che ha sancito il rifiuto delle misure Ue, rappresenti lo scatto d’orgoglio e il soffio di speranza per un Paese che sta imparando ad amarsi di più, recuperando la sua storia, che è la storia di un intero continente.

 

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