Piano riordino ospedaliero, Caroppo e Marmo: “Emiliano smentito da atti del Ministero”

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C’è qualcosa che non quadra. Il Piano di Riordino ospedaliero è stato già trasmesso a Roma lo scorso 4 gennaio, come confermano fonti del Ministero, oppure è quello che verrò probabilmente approvato il prossimo 29 febbraio, e quindi dovrà ancora essere trasmesso nella Capitale, dovendo considerare quello già inviato soltanto una bozza?

Con molta probabilità Michele Emiliano sta cercando di salvare capra e cavoli, con un piano che a Roma hanno aspettato fin troppo e che, secondo quanto detto dal Ministero, è già stato presentato da alcune settimane, senza però le integrazioni dovute dalla Regione Puglia e richieste dallo staff del ministro Lorenzin. Proprio su questo cavillo tecnico pare che si possa velare l’intenzione di Emiliano di considerare, di fatto, il prossimo invio dei primi giorni di marzo come la risposta alle domande del Ministero, fino ad ora rimaste insolute.

In questo modo si otterrebbe da un lato l’effetto di dare quel senso di “partecipazione” che tanto piace a Michelone, ma che nei fatti trova un forte ostacolo nel fatto che il Piano fosse già incardinato presso il ministero; dall’altro, sia pure in ritardo, soddisfare le richieste di Roma senza scontentare il Governo.

Al momento una cosa è certa, ci sarà da stringere la cinghia, e parecchio. Saranno, infatti, 9 gli ospedali destinati a chiusura sul territorio pugliese, e già si stanno moltiplicando le iniziative sul territorio e nei Comuni coinvolti perchè ognuno ritiene, forse anche a buon diritto, di essere al di sopra di ogni possibile taglio. A prescindere dal colore politico, naturalmente.

Un richiamo al senso di responsabilità comune, in questi giorni evidentemente poco presente, arriva da Cosimo Borracino, presidente della II Commissione. “La vicenda del Piano di Riordino Sanitario è oramai agli sgoccioli, poiché giorno 29 febbraio sarà approvato e inviato al Ministero. Su tale vicenda bisogna essere responsabili e non si può sparare nel mucchio per chiedere cose irrealizzabili o peggio ancora limitarsi alle richieste campanilistiche. Premetto che la vicenda deriva da un taglio di risorse del Governo centrale e che per ricaduta si ripercuote su tutte le regioni italiane, quindi è bene precisare che non è una scelta del governatore Emiliano e della sua maggioranza di Centro Sinistra”.

Aggiungeremmo noi che dipende dalle scelte di un Governo che, a quanto ci risulta, sempre di Centro Sinistra è, ma saremmo forse poco obiettivi, per cui soprassediamo.

“Indipendentemente da quale saranno gli ospedali da chiudere – sottolinea Borracino – e quali saranno le indicazioni sulle decisioni degli ospedali di I livello, bisogna necessariamente guardare i dati oggettivi per quelli che sono e soprattutto garantire, alle comunità che vedranno la riconversione dei nove ospedali, di poter ricevere in quelle strutture dei servizi aggiuntivi tipo i Poli Riabilitativi e della Lungodegenza oppure Centri del risveglio, che sono posti letto mancanti nella nostra regione e che bisogna garantire per un servizio sanitario efficiente. Resta la mia perplessità per quanto riguarda la mancata attivazione di politiche per frenare la mobilità passiva extraregionale che pesa sul bilancio sanitario ospedaliero per 220 milioni di euro e il mancato sacrificio seppure magari di piccole dimensioni che andrebbe chiesto alla Sanità privata ospedaliera che costa 700 milioni di euro. Ricordo che questi dati rappresentano circa il 26% della totalità della spesa sanitaria ospedaliera”.

“E’ inutile e poco serio chiedere la partecipazione last minute a politici e sindacati, quando anche il ministero alla Salute conferma che il Piano di Riordino pugliese è stato depositato a Roma il 4 gennaio del 2016. Ciò significa che Emiliano ci prende in giro da due mesi senza darci uno straccio di documento “vero” e apre alla partecipazione, come oggi durante l’incontro con i sindacati, quando il suo piano è già bello e fatto”.

Lo dichiarano il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Andrea Caroppo, ed il consigliere regionale Nino Marmo.

“Si chiarisce –aggiungono- che il deposito della proposta di riordino sia avvenuto a gennaio scorso, con alcune richieste di documentazione integrativa da parte del Governo nazionale a cui, però, la Puglia non ha adempiuto. Emiliano, invece, ci propina da qualche giorno delle slide che sarebbero state molto più utili qualche mese fa. Stamane, ha anche ubriacato i sindacati con la filastrocca della partecipazione, ma a decisioni già assunte e incardinate! Vuole una condivisione delle chiacchiere, su atti già formati, e non per costruire insieme qualcosa. Ci ha chiesto di lanciare il cuore oltre l’ostacolo, salvo poi scoprire che ci ha presi grossolanamente in giro. Sappiamo prenderci le nostre responsabilità con i pugliesi, ma non in questo barbaro modo. Se Emiliano vuole rispetto –concludono Caroppo e Marmo- pratichi il rispetto come metodo e nella sostanza dei rapporti”.

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