Piazza Umberto: al Comune di Bari è mancata una “visione d’insieme”

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Recenti episodi delittuosi accaduti nel centro cittadino e l’ordinario degrado che da anni caratterizza Piazza Moro, Piazza Umberto e Piazza Cesare Battisti, hanno rianimato il dibattito sul recupero di questa vasta area cittadina. Alle continue e lodevoli sollecitazioni del Comitato cittadino di Piazza Umberto si aggiungono ora nuove sensibilità di giovani esponenti politici.

Fermo l’invito a non far tracimare questa importante questione in una sterile polemica politica e a non invocare inutili militarizzazioni delle piazze, la Fondazione Tatarella, da tempo attenta a tutto ciò che si muove intorno a Piazza Umberto, sottolinea con rammarico che quella che è mancata nel decorso decennio è stata proprio una “visione d’insieme” del problema. Il Sindaco Emiliano ha atteso gli ultimi giorni del suo mandato per annunciare soltanto lo stanziamento di 99.000 euro per il restauro dell’edificio Goccia del latte, ancora occupato dai donatori di sangue della Fidas. Peccato che manchi ancora il progetto e soprattutto una idea precisa sulla futura utilizzazione dell’immobile. Progettare e avviare importanti lavori di recupero, senza sapere quale utilizzazione avrà in futuro quell’edificio e, addirittura, ancora con la presenza di inquilini così particolari come i donatori di sangue, sembra un modo approssimato e dilettantistico di fare amministrazione, che speravamo fosse stato per sempre accantonato.

Alla stessa mancanza di una “visione d’insieme” appartengono l’assai discutibile e ancora non completata ristrutturazione di piazza Battisti, l’abbandono del progetto di via Sparano, i ritardi e le incertezze sulla pavimentazione di via Argiro, la mancata pedonalizzazione delle vie Andrea da Bari, Roberto da Bari, Garruba e Suppa, il mancato restyling di piazza Moro, la mancata previsione di un parcheggio di biciclette nell’area della stazione e di una pista ciclabile che colleghi la stazione al centro storico e al mare.

Difettando questa “visione d’insieme”, il Comune non è stato capace, né di programmare in quelle piazze le iniziative culturali, sociali e ricreative, necessarie per garantire all’area vivibilità, solidarietà e sicurezza, né di assicurare gli ordinari standard di manutenzione e decoro urbano.

Conscia dell’importanza della questione, la Fondazione Tatarella ha promosso uno studio dell’intera problematica, che quanto prima sarà presentato al Sindaco, al Rettore dell’Università Aldo Moro, alla Soprintendenza e al Comitato Piazza Umberto, a cura di una nuova associazione, affiliata alla Fondazione, l’UDA, Urban Decor Association – Associazione per il decoro cittadino.

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Redazione
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