Pink Bari, Cardone: “Con il Verona siamo state quasi perfette”

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La bella prestazione contro il Verona ha ridato fiducia all’intero ambiente della Pink Bari. La sconfitta interna contro l’Orobica può essere finalmente archiviata come brutta esperienza, col suo carico di errori da non commettere più: questa squadra è da serie A. “Questa è la mia Pink. Ho ritrovato la squadra che ha voglia di giocare e di essere protagonista – racconta Isabella Cardone a fine partita – Sapevamo di dover fare la partita perfetta: nel primo tempo abbiamo fatto solo un errore, per cui posso dire che abbiamo fatto una partita quasi perfetta“.

Un “quasi perfetta” che ha stupito anche Renato Longega, allenatore delle venete: “La Pink ha messo grinta, orgoglio e carattere. La nostra brutta prestazione è dovuta alla voglia di far risultato del Bari. Non ci siamo espressi come facciamo di solito”. L’endorsement sottolinea la prestazione di una Pink ritrovata, dopo il suicidio sportivo di sabato 6 dicembre contro l’Orobica.  “Sono contenta e soddisfatta. Dovevamo giocare col cuore e onorare la maglia soprattutto  contro il Verona, perché giocare con queste giocatrici è il sogno di tutte noi quando iniziamo a giocare. Le ragazze – prosegue – sono state straordinarie: venivamo da una brutta sconfitta, dove a prescindere degli ultimi 5 minuti si era vista una Pink irriconoscibile. Oggi – conclude – abbiamo voltato pagina. Da oggi forse posso dire che la Pink è di serie A”.

E che la Pink sia da serie A lo ribadisce anche il tecnico del Verona. “Il Bari non merita il posto in classifica che ha attualmente da quello che si è visto oggi – dichiara Longega – Credo che possa tranquillamente arrivare ai play-out e poi potersi giocare la permanenza in serie A nella partita secca”.

I complimenti di Patrizia Panico. La coriacea difesa messa in campo da Isabella Cardone ha messo in difficoltà le veronesi. ” Facevamo fatica a girar palla velocemente e trovare gli spazi – dichiara Patrizia Panico – Se la Pink gioca cosi con tutte le squadre e non soltanto con le prime in classifiche si può ritagliare un pezzettino di spazio per la serie A”. Le tre centrali, quindi, sono più che un esperimento andato in porto. “Avevamo già provato questo atteggiamento a Sassari, dov’era andata discretamente – commenta Cardone – Oggi abbiamo concesso solo un po’ alla fine, era difficile mantenere i ritmi dei primi 20 minuti, dove abbiamo giocato a viso aperto. De Palo,  Trotta e Novellino hanno fatto benissimo oggi.  Penso che questo sia un atteggiamento giusto quando si affrontano le grandi squadre ma non giocheremo sempre così”.

Gaia Dell’Ernia, “playout e chissà”. Fiduciosa sull’avvenire della squadra, la giovanissima Gaia Dell’Ernia ha fatto finalmente il suo esordio casalingo, subentrando nella ripresa a Ilaria Trotta, infortunata. La classe ’99, già convocata dalla nazionale under 16, non può giocare in campionato in virtù di un assurdo regolamento che vuole la presenza in campo di una sola under 16 (nella Pink, accanto a Gaia, c’è anche la centrocampista Lucia Strisciuglio, n.d.r.). Giovanissima, eppure in grado di reggere il colpo. “Mi sono trovato a marcare due mostri sacri, come la Panico e la Gabbiadini, ma in campo devi entrare con l’intenzione di fare bene senza pensare a chi è l’avversario – commenta – Basta fare il tuo, perché se sei arrivata a quel punto significa che sei all’altezza. La Pink può arrivare ai play-out e anche oltre secondo me.  Rispetto all’Orobica – conclude la Dell’Ernia – abbiamo messo il cuore, questa è l’unica differenza”.

 

 

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Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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