Politica alla canna del gas, e la sovranità?

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Un 2017 magro ed un 2018 che non si prospetta più roseo; È la nuova rotta economica dei partiti politici che dallo scorso anno vedono esautorata la cassa pubblica del finanziamento, con un calo a picco del 61% delle entrate.

Lo studio Open Polis radiografa la situazione, il 2×1000 non decolla, i privati e i soggetti giuridici tirano i remi in barca, i bilanci sono un copioso profluvio di pane e acqua.

Fondazioni e think thank sono la novella mappa di raccolta fondi, ed i  movimenti reggono ancora grazie al contributo degli eletti, ad ogni livello, che trattengono parte dell’indennità per il loro partito di provenienza.

Non sono bastate le detrazioni fiscali al 26% sulle donazioni dai 30 euro ai 30mila euro, introdotte dal Governo Letta, ad accentuare un qual si voglia stimolo di coinvolgimento.

Colpa della costante sfiducia nelle Istituzioni e nella capacità del nostro corpo elettivo di guidarle. La rappresentanza è in un forte baratro, la democrazia è minata nelle sue più cruciali fondamenta di funzionamento, di fatto, si sta coartando la possibilità di svolgere questo nobile compito. Da un lato stringendo le maglie economiche al grido: “Tutti ladri!”, dall’altro limitandone lo spazio decisionale all’urlo: “Tutti corrotti!”.

Ed il nonsense di questa deriva, nel rendere tutto privatistico, sta anche nell’avere limitato l’ammontare delle donazioni per singoli soggetti. Nel 2013 Forza Italia per esempio, è rinata grazie ai 15 milioni di euro donati da Silvio Berlusconi, cosa non più eccepibile con il limite annuo di 100mila euro.

Ci siamo costretti in un sistema lillipuziano, in cui vogliamo masse di fedeli ai movimenti, che polverizzino le loro donazioni, e che non prendano però troppo il controllo. Approccio capitalista con regolamentazione comunista.

Ciò che ne esce è una stortura, un vulnus in cancrena che delegittimerà e allontanerà sempre di più i feudi ideologici, in favore di un controllo terzo, neutro e tecnico, delle questioni di fondo.

Fino a che ci renderemo conto,  che andando a votare in nome di quella presunta sovranità, non avremo più la corona in testa, e non potremo rimuovere dagli incarichi chi davvero impone e decide, anzi, non sapremo più nemmeno che volto avrà.

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