Poste Italiane: truffa ai correntisti, 6 arresti nel Salento

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Sei persone sono state arrestate dalla polizia nel Salento, a Roma e in Campania con l’accusa di essersi appropriate indebitamente di somme depositate in conti correnti aperti presso vari uffici postali. Tra gli indagati figurano alcuni impiegati di filiali salentine delle Poste Italiane. I reati ipotizzati a vario titolo sono di truffa aggravata ai danni della Pubblica amministrazione, falsità materiale e riciclaggio.

Un’operazione illecita che ha sottratto circa un milione e mezzo di euro ad ignari correntisti: una donna residente in Calabria e titolare in un ingente conto e 14 cittadini di Parabita, in gran parte pensionati. E’ stato il procuratore della Repubblica, Cataldo Motta, a illustrare i dettagli dell’inchiesta condotta dalla polizia giudiziaria.

E’ finito in carcere con l’accusa di truffa e falso materiale Cosimo Prete, 55enne responsabile del settore consulenze dell’ufficio postale di Parabita, nel leccese. Insieme a lui arrestati ai domiciliari con l’accusa di riciclaggio Marcolino Andriola, 48 anni, di Cellino San Marco; Pierluigi Anelli, 47 anni, di Roma, e Stefania Di Matteo, 49 anni di Roma; Luigi Cecere, 27 anni, e Antonio Silvestri, 40enne di Casavatore (Napoli).

Secondo quanto riferisce il procuratore Motta, quello messo in piedi era un sistema non certamente improvvisato che operava con il metodo della clonazione del libretto postale. Rispetto a tutti gli indagati gli inquirenti avevano anche chiesto la contestazione dell’associazione a delinquere, ma il giudice per le indagini preliminari non è stato del medesimo avviso.  Il denaro è stato utilizzato anche per l’acquisto di auto, poi sparite, probabilmente all’estero.

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Redazione
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