Passa la stabilizzazione, in aula Vendola-show: insulti e parolacce

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Con 36 voti a favore, 10 contrari e 4 astenuti il Consiglio regionale pugliese da il via libera alla contestatissima stabilizzazione dei precari della Regione, proposta dal gruppo consiliare del Partito Democratico nella Legge di Stabilita’ 2014. Sono quattrocento i dipendenti che potranno beneficiare di un contratto a tempo indeterminato senza aver, secondo l’opposizione, insorta nel corso di un acceso pomeriggio in via Capruzzi, vinto nessun concorso.

La maggioranza incassa, in buona sostanza, l’appoggio di Udc e Ncd nel disegno di legge in discussione in Consiglio regionale che punta a stabilizzare i poco meno di 400  dipendenti regionali (cui si aggiungono altri circa  400 delle agenzie partecipate della Regione) con contratto a tempo determinato, il cui rapporto di lavoro è stato  nel corso degli ultimi anni prorogato  e che, in base al comma 529 dell’art.  1 della legge di stabilità nazionale 2014, possono ottenere il contratto a tempo indeterminato a domanda. Una pioggia di stabilizzazioni per le società partecipate: 9 per InnovaPuglia, 9 a PugliaSviluppo, 7 per PugliaPromozione, 5 per l’Ares, 26 per l’Arpa, 13 nell’Arca, 5 nell’Autorità di Bacino ed infine 316 nell’Arif.

Uno stuolo di precari incamerati nel corso degli anni con contratti a tempo determinato che ora, ripetendo quanto accadde prima delle elezioni del 2010, vengono infornati a tempo indeterminato. Sempre se e quando ci sarà la copertura finanziaria, e sempre se la Corte Costituzionale non dovesse opporsi.

Particolarmente critico  il centro destra che puntava con i suoi emendamenti ad un bando ad evidenza pubblica che avesse dato la possibilità a tutti di partecipare, magari prevendo un sistema di punteggio che tenesse conto anche dell’esperienza acquisita dai precari, ma senza by-passare il concorso per chi aspira ad entrare nella pubblica amministrazione.

A maggior ragione se poi la copertura economica per la stabilizzazione è soltanto sulla carta. Ad oggi la Regione ha stanziato 2 milioni di euro per la stabilizzazione. Cifra assolutamente insufficiente per coprire tutte le “promesse di assunzione”, che verranno concretizzate solo quando (e se) saranno disponibili i fondi.

“Una sorta di serbatoio – sottolineano i consiglieri di Forza Italia – da cui attingere che si pone come una follia legislativa e  che  presenta chiari profili di illegittimità”. Il rischio è che vengano salvaguardati i primi assunti, mentre quelli che lo dovrebbero essere  negli anni successivi in base agli spazi occupazionali che si libereranno man mano che si verificheranno le quiescenze del personale regionale, rischiano di rimanere fuori.

Per il consigliere di Forza Italia Luigi Mazzei. “E’ una legge palesemente incostituzionale frutto di una serie di errori procedurali che la porteranno ad essere invalidata non prevedendo i concorsi, ma aprendo le porte ‘per titoli e colloqui’. Tra l’altro, ci sono già graduatorie da cui attingere: per la categoria C, ci sono 80 idonei; per la D1, ce ne sono 200; e per le progressioni verticali”.

Per Antonio Camporeale (Ncd, che però si è astenuto sul voto finale) “si è creata una categoria nuova, quella dei lavoratori a tempo determinato a vita, che un contratto a tempo indeterminato lo avranno a distanza di anni dall’entrata in vigore della legge, se tutto andrà bene, magari alle soglie del pensionamento”.

Gli risponde Pino Romano, capogruppo Pd. “La Puglia ha messo a frutto un investimento col quale ha puntato, anni fa, sulla competenza, la professionalità e la passione di tanti giovani per i quali oggi parte il percorso del giusto riconoscimento dei loro diritti acquisiti col merito e l’impegno”. “In tutto questo – precisa – resta il rammarico che l’opposizione abbia voluto strumentalizzare anche questo atto di giustizia: un riconoscimento, da parte della maggioranza di centrosinistra, di un diritto che i lavoratori si sono conquistati sul campo”.

“Volevamo fornire un contributo per rendere compatibile la legge di stabilizzazione con il quadro Costituzionale ma sia per la tempistica sia per le modalità che il centrosinistra non ha voluto correggere, si tratta di un vessillo elettorale destinato a produrre cocenti delusioni”. Così ha commentato il presidente del gruppo di Forza Italia Ignazio Zullo.

“Volevamo – ha aggiunto – tenere insieme chi ambisce ad un lavoro a tempo indeterminato e chi, invece, agogna ad un lavoro facendo parte del 49,7% dei giovani disoccupati pugliesi. Noi siamo per l’occupazione, ma deve essere rispettosa della legge ed anche della vasta platea di chi ambisce ad entrare nel mondo del pubblico impiego per merito. Siamo certi che il tempo è galantuomo e porterà alla dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’ennesima legge slogan”.

Ma tra Nichi Vendola e l’opposizione (rectius, Forza Italia) sono volate parole grosse e scurrili, sfiorando anche una rissa che ha trasformato l’Aula di Via Capruzzi in una gazzarra degna di un mercatino di quint’ordine.

“Non è la prima volta che Vendola si lascia andare a cadute di questo genere – aggiunge Zullo – ed è una storia che si è ripetuta anche oggi, proprio mentre annunciava di voler fare un discorso celebrativo dei suoi dieci anni di governo e di uscita dalla vita pubblica. Non poteva trovare modo migliore di celebrare i suoi dieci, finendo come ha iniziato: ovvero con un’offesa. Per fortuna, quindi, si chiude un ciclo e la sua uscita dalla vita pubblica darà credibilità alle istituzioni perché quel posto spetta a chi sa autorevolmente rappresentarle, nel rispetto del pluralismo delle idee e del confronto democratico. In questo senso, Vendola quel posto l’ha occupato in maniera impropria e indegna”.

“Acquisiremo le immagini di oggi – dice ancora Mazzeo – del Consiglio Regionale, da cui si evincono chiaramente le offese di Vendola all’opposizione, e lo faremo diventare lo spot dei suoi dieci anni di governo della Regione. Sono testimone di offese che non possono nemmeno essere riportate (‘siete pezzi di m… andate a fare in c…’ e ancora: ’fascisti’) e tutto questo in Consiglio regionale ”.

Ma Michele Mazzarano (Pd) difende il Presidente della Giunta. “Questo quadro desolante racconta perfettamente le difficoltà di una destra che non ha potuto fare altro che scaricare la propria frustrazione su colui che è stato l’artefice  principale di una stagione, lunga dieci anni, segnata dalla lotta alla precarietà e dalla restituzione della dignità e della serenità a migliaia di lavoratori precari”.

Vendola, infine, ha definito la legge  “l’ultimo atto significativo di questa legislatura e dell’attività di un decennio di vita pubblica”. “Sono molto orgoglioso – ha continuato – del fatto che il decennio si concluda sul tema che ha caratterizzato l’attività del Governo regionale: la lotta contro la precarietà. Non condivido invece il giudizio negativo sulla condizione di precarietà, come se questa fosse un prodotto metereologico e non il frutto di scelte che hanno pesantemente modificato l’organizzazione del mercato del lavoro, come se la precarietà non fosse stata costruita perché le platee di precari sono storicamente platee di persone ricattabili, di persone non libere”.

E ha concluso: “Sono molto contento perché il centrosinistra ultimamente si era un po’ smarrito. Oggi il centrosinistra si è ritrovato ed è orgoglioso di dare qui una risposta limpida e trasparente”.

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

1 commento

  1. Vendola ora dovrebbe essere conseguenziale. Dovrebbe pensare anche agli operai OTD dei Consorzi di Bonifica per la stabilizzazione !!!!

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